DocUP 2000/2006 Regione Emilia Romagna

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2.2 Analisi dei bisogni e delle potenzialità della Regione - Analisi SWOT

Sulla base delle caratteristiche del sistema regionale e delle 2 sub aree (oltre alle aree a sostegno transitorio) analizzate nel capitolo precedente, si possono riassumere i bisogni e le potenzialità delle aree oggetto degli interventi del DocUp Obiettivo 2 per il prossimo periodo di programmazione.

La sub area orientale

Quest’area presenta tassi di disoccupazione significativamente più elevati della media regionale (11,4% per Ferrara e 8,6% per Ravenna, contro il 4,5% della media regionale) e, in particolare, essi risultano elevati per giovani e donne (ad es. per la fascia tra i 25 e i 29 anni è pari a circa il 24% e il 22 %, rispettivamente per Ferrara e Ravenna). Anche l’evoluzione demografica, soprattutto a Ferrara, presenta segnali particolarmente negativi.

Le due province sono accomunate da una importante attività agricola e dall’esperienza di grandi insediamenti industriali nel settore chimico, da molti anni in ristrutturazione; queste caratteristiche, accanto alla posizione periferica rispetto alla via Emilia, asse portante dello sviluppo regionale, ha contribuito ad un minore dinamismo imprenditoriale e ad una minore forza dei sistemi di PMI rispetto al resto della Regione. Il PIL pro capite testimonia questo distacco, essendo pari a 89,2 a Ravenna e 81,6 a Ferrara, rispetto ad una media regionale pari a 100.

Le due province sono caratterizzate dalla possibilità di sfruttare vaste aree industriali da riqualificare e dalla possibilità di sfruttare le infrastrutture e le competenze già esistenti per attrarre, in modo particolare, investimenti legati alla chimica fine; entrambe infatti, sono coinvolte in un programma coordinato dal Ministero dell’Industria, per promuovere la riqualificazione e il rilancio delle aree a vocazione chimica. In secondo luogo, sia intorno all’Università che ai Poli per la diffusione della tecnologia vi è la presenza di strutture e risorse umane valorizzabili per promuovere l’innovazione nel territorio. Specificità produttive, oltre alla chimica, sono quelle dell’agroindustria, della meccanica in entrambe le province (rafforzatosi a Ferrara con lo sviluppo del polo industriale di Ostellato), del tessile nella parte occidentale, quelle della ceramica artistica e del calzaturiero, ma anche dell’impiantistica e dell’off-shore in provincia di Ravenna. Si tratta, soprattutto nell’area ferrarese, di un tessuto frammentato di piccole e medie imprese poco qualificate e legate alla committenza delle aree forti della regione o di grandi imprese locali.

L’area orientale, inoltre va rafforzando un ruolo strategico nell’ambito dei flussi logistici regionali ed interregionali. Il porto di Ravenna è direttamente collegato con la piattaforma di Gioia Tauro e rappresenta un punto chiave per lo sviluppo logistico regionale, con il potenziamento dell’intermodalità, migliori connessioni con le direttrici ferroviarie e stradali del trasporto merci e la rivalorizzazione del trasporto idroviario, per il quale vi sono infrastrutture esistenti da riqualificare.

Altra risorsa fondamentale per quest’area è il Parco del Delta del Po, e più in generale la riqualificazione delle specificità ambientali e naturalistiche del territorio, su cui sviluppare imprenditorialità privata e pubblica in direzione del turismo e di forme innovative di fruizione del territorio. Naturalmente, sia per l’impatto negli anni passati di produzioni pesanti, sia per problemi di gestione e preservazione di un ambiente particolarmente delicato dal punto di vista idrogeologico, sono necessarie valutazioni e interventi di tipo ambientale.

La sub area appenninica e l’area appenninica a sostegno transitorio

Dal punto di vista economico produttivo, l’area appenninica è caratterizzata da una cronica debolezza strutturale e da elementi di specializzazione nel settore primario, accompagnati, per quanto attiene agli aspetti demografici, da elevati indici di emigrazione e di invecchiamento. Le attività extra-agricole si orientano soprattutto verso l’artigianato e la piccola impresa, le costruzioni, il commercio.

Le condizioni di permanenza della popolazione sono positivamente influenzate dalla migliore qualità dell’ambiente naturale, ma risentono in modo molto forte delle maggiori difficoltà dovute alla scarsa offerta di occupazioni di qualità (soprattutto per i giovani), delle condizioni di accesso ai servizi, della qualità dei servizi presenti nel territorio.

Nel vasto territorio interessato dall’intervento dell’Obiettivo 2 e dai 5 comuni dell’area a sostegno transitorio è tuttavia possibile riscontrare, in singoli contesti locali, alcuni casi di vocazioni industriali specialistiche (ceramico, calzature), prodotti agro-industriali tipici di elevata qualità, vocazioni turistiche specialistiche (termalismo, turismo invernale); su tutto il territorio, la risorsa fondamentale è quella dell’ambiente e del patrimonio naturale, ma anche del patrimonio storico-culturale, artigianale ed enogastronomico.

Il territorio necessita di interventi rivolti alla tutela ambientale e alla difesa del suolo e degli assetti idrogeologici, così come, in alcuni casi, di infrastrutture civili critiche per la qualità sociale (acquedotti, ecc.), nonché di investimenti rivolti al potenziamento e la valorizzazione delle vocazioni turistiche. In particolare, si rende particolarmente necessaria una adeguata dotazione di infrastrutture telematiche e di una adeguata progettualità per lo sviluppo di contenuti e sistemi logici finalizzati, in particolare, al miglioramento delle condizioni di accesso ai servizi, con alto impatto sulla qualità della vita.

Il sostegno transitorio della pianura centrale

L’area a sostegno transitorio di pianura è in realtà un’area densamente industrializzata, con basso tasso di disoccupazione, elevati indici di imprenditorialità, rilevante immigrazione di lavoratori dal Mezzogiorno e dall'estero, presenza di importanti centri di servizio alle imprese. Le necessità fondamentali per questo territorio sono quelle di promuovere una maggiore sofisticazione e una maggiore innovatività delle attività produttive locali, anche attraverso un ruolo più stabile e consolidato dei centri di servizio alle imprese, un minore impatto ambientale delle produzioni, un migliore e più efficace inserimento lavorativo e sociale dei lavoratori immigrati.

Il sostegno transitorio dall’ex obiettivo 5b è trattato, come su esposto, in raccordo con i programmi delle aree limitrofe in Obiettivo 2 in forma non transitoria.

Le tavole seguenti riportano il dettaglio dell’analisi dei bisogni e delle potenzialità delle aree Obiettivo 2 e a sostegno transitorio, secondo il metodo dell’analisi SWOT (analisi dei punti di forza, di debolezza, dei rischi e delle opportunità).

 

Tavola n. 25 - Analisi SWOT delle aree Obiettivo 2 della regione Emilia-Romagna – sub area orientale

PUNTI DI FORZA

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Presenza significativa di aree industriali dotate di buone infrastrutture e in espansione
  • Presenza di "aree di specializzazione" nei settori della chimica, ortofrutta, tessile, meccanica, e produzione di ceramiche artigianali di pregio
  • Presenza di Università rinomate, centri di ricerca e innovazione tecnologica
  • Posizione strategica del porto di Ravenna all’interno del "corridoio Adriatico" e per la connessione con Gioia Tauro
  • Presenza di una buona rete infrastrutturale di collegamento (A14, A13, SS "Romea", Cispadana in realizzazione)
  • Presenza di una rete di idrovie per il collegamento
  • Sviluppo di infrastrutture telematiche, concentrate al momento nei centri urbani
  • Turismo culturale ben sviluppato (Ferrara, Ravenna) e con potenzialità di crescita
  • Presenza di un parco regionale dedicato ad un ecosistema unico a livello europeo (Delta del Po)
  • Tessuto produttivo locale debole e scarsamente collegato alle grandi imprese (soprattutto nel settore chimico) che hanno innescato processi di "indotto" poco significativi
  • Limitata diffusione di "reti di imprese"
  • Scarsa presenza di servizi alle imprese
  • Debole rapporto di collaborazione tra imprese e centri di ricerca e innovazione tecnologica
  • Scarsa integrazione tra i sistemi di trasporto delle merci
  • Scarsa integrazione tra il turismo della costa e quello delle città d’arte
  • Predominanza di turismo a scarso valore aggiunto (seconde case) e contenuta presenza di strutture dedicate al turismo rurale/naturalistico
  • Situazione ambientale critica soprattutto nelle aree di localizzazione delle grandi imprese del settore chimico
  • Flessione della popolazione residente in misura superiore alla media regionale
  • Fragilità del territorio e dell'ecosistema del Parco del Delta del Po
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    OPPORTUNITA’

    RISCHI

    • Saturazione di aree ad uso produttivo nelle fascia "forte" della via Emilia e attrattività del sistema imprenditoriale
    • Sviluppo di reti telematiche su scala regionale e provinciale
    • Dinamismo crescente del settore ricerca
    • Crescita di turismo culturale e naturalistico
    • Crescente interesse per forme di turismo nautico e diportistica
    • Ampia disponibilità di politiche e strumenti a favore di processi di sviluppo socio economico (Fondi comunitari, nazionali e regionali a sostegno di processi di crescita durevole e sostenibile, legislazione regionale a sostegno della creazione di reti telematiche e sviluppo infrastrutturale logistico)
  • Indebolimento di alcune aree di specializzazione produttiva (in particolare tessile e meccanica) a causa di effetti di spiazzamento derivanti da processi di globalizzazione
  • Difficoltà di ristrutturazione del settore della chimica
  • Difficoltà di consolidamento delle imprese in crescita ed innovative, che induce una ulteriore marginalizzazione rispetto alle aree "forti" della regione
  • Incremento del divario esistente con le aree più forti della regione anche a causa delle minori opportunità di impiego
  • Incremento della pressione ambientale derivante dal sistema produttivo
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    Tavola n. 26 - Analisi SWOT delle aree Obiettivo 2 della regione Emilia-Romagna – sub area appenninica e area a sostegno transitorio della fascia appenninica

    PUNTI DI FORZA

    PUNTI DI DEBOLEZZA

    • Varietà di risorse ambientali e presenza di numerose aree e riserve naturali
    • Poli turistici di richiamo (ad es. area termale, area sport invernali) che presentano in generale potenzialità di crescita
    • Diffusa presenza di patrimonio storico e culturale anche di carattere minore
    • Presenza di aree di "specializzazione" tra cui la filiera agroindustriale e agroalimentare, il settore ceramico e i materiali per l’edilizia, la meccanica e il calzaturiero.
    • Presenza di saperi e conoscenze legate alle produzioni artigianali e dei prodotti locali
    • Presenza radicata di organizzazioni di volontariato e del terzo settore in generale (pro loco, assistenza anziani, ricreazione giovani ecc.)
  • Zone caratterizzate da forte dissesto idrogeologico
  • Rete di collegamento infrastrutturale ancora insufficiente
  • Contenuta presenza di strutture qualitativamente adeguate, dedicate al turismo rurale
  • Tessuto imprenditoriale con elementi di fragilità: dimensione aziendale estremamente piccola, elevato tasso di mortalità delle neo-imprese, limitata diffusione di "reti di imprese"
  • Contrazione della presenza di attività commerciali e di servizi in genere
  • Difficoltà di accesso ai servizi (pubblici, alle imprese ecc.)
  • Ridotta dotazione di infrastrutture socio-assistenziali (in particolare in relazione alla popolazione anziana)
  • Aspetti demografici problematici: spopolamento (soprattutto area dell’appennino occidentale), progressivo invecchiamento della popolazione (indice di vecchiaia di molto superiore alla media regionale)bassa densità abitativa
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    OPPORTUNITA’

    RISCHI

    • Sensibilità diffusa all’ambiente naturale ed incontaminato
    • Crescita progressiva della domanda di turismo "verde", turismo enogastronomico ed in generale di scoperta del territorio e dei suoi valori tradizionali
    • Crescita della domanda residenziale a scopo abitativo e lavorativo in aree verdi
    • Crescente domanda di servizi alla persona collegati alla presenza di un ambiente naturale incontaminato
    • Sviluppo delle forme di telelavoro associato all’incremento di lavoratori autonomi
    • Sviluppo di reti telematiche su scala regionale e provinciale
    • Interventi di rafforzamento delle reti logistiche (Pontremolese, variante di valico, Alta velocità)
    • Ampia disponibilità di politiche e strumenti a favore di processi di sviluppo socio economico (Fondi comunitari, nazionali e regionali a sostegno di processi di crescita durevole e sostenibile, legislazione regionale a sostegno della creazione di reti telematiche per gli EELL e i cittadini ecc.)
  • Incremento delle difficoltà a gestire il territorio a causa dello spopolamento e dell’assenza di "presidi" stabili
  • Progressivo fenomeno di spopolamento per le aree marginali che riducono ulteriormente la "convenienza" ad effettuare investimenti strutturali (infrastrutture telematiche, servizi di assistenza ecc.).
  • Abbandono delle attività economiche legate ad attività artigianali tipiche e tradizionali
  • Aumento della "competitività" di altri territori rurali (sia nazionali che internazionali)
  • Accentuazione delle disparità socio-economiche tra area appenninica e aree più forti della regione che può indurre la progressiva riduzione delle opportunità occupazionali
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    Tavola n. 27 - Analisi SWOT delle aree Obiettivo 2 della regione Emilia-Romagna – aree a sostegno transitorio della pianura centrale

    PUNTI DI FORZA

    PUNTI DI DEBOLEZZA

    • Sistemi produttivi consolidati e dinamici
    • Specializzazione territoriale della forza lavoro
    • Reti di relazione consolidate tra imprese
    • Presenza radicata di centri di servizio alle imprese
  • Settori esposti a processi di globalizzazione
  • Debole collegamento tra imprese e sistema della ricerca
  • Saturazione delle aree produttive
  • Forte impatto ambientale delle attività produttive
  • Difficoltà di reperimento di manodopera, in particolare qualificata
  • OPPORTUNITA’

    RISCHI

    • Forte reputazione internazionale dei settori di punta
    • Integrazione della telematica nelle strategie ed organizzazione aziendale (assistenza ai clienti a distanza, commercio elettronico ecc.)
    • Evoluzione delle politiche di sostegno al sistema produttivo in settori innovativi (a sostegno dei processi innovativi, sviluppo di reti telematiche ecc.)
  • Difficoltà di diversificazione del sistema produttivo
  • Difficoltà di integrazione dei lavoratori mmigrati
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