DocUP 2000/2006 Regione Emilia Romagna

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3. Valutazione ex ante

Introduzione

Il principio di valutazione riveste un ruolo di grande importanza per la predisposizione, gestione e attuazione degli interventi co-finanziati dall’Unione Europea. I nuovi regolamenti comunitari dei Fondi Strutturali, parimenti, interpretano la valutazione come strumento integrante della fase di programmazione delle attività, finalizzata all’evidenziazione di nodi critici e valorizzazione di sinergie.

Il quadro normativo di riferimento per la valutazione dei Fondi Strutturali è rappresentato dal Regolamento (CE) n° 1260/1999 del Consiglio del 21 giugno 1999, recante disposizioni generali sui Fondi Strutturali, in particolare gli artt. 41-44, oltre a diversi rimandi contenuti negli articoli che trattano le procedure di programmazione. Questi articoli stabiliscono i criteri fondamentali per la valutazione ex ante, intermedia ed ex post, sottolineando che la valutazione ex ante deve essere prevista contestualmente alla fase di programmazione. Principale obiettivo della valutazione ex ante è quello di migliorare l’efficienza, l’efficacia e l’impatto del programma attraverso una progressiva analisi degli elementi di criticità, delle interrelazioni e delle sinergie attivabili.

Durante la concezione e stesura del DocUP Emilia Romagna la valutazione ex-ante ha rappresentato il punto di verifica della coerenza e appropriatezza delle scelte effettuate nei vari momenti del processo. Si è quindi scelto di svilupparla in simultanea con l’affinamento delle scelte strategiche effettuate e con il confronto delle parti economico-sociali.

La valutazione ex ante è stata strutturata in modo tale da rilevare:

  • la qualità della strategia di sviluppo proposta e la sua razionalità di insieme,
  • la coerenza tra la strategia, gli assi prioritari e gli obiettivi del programma
  • il livello di definizione degli obiettivi specifici ed il loro possibile grado di quantificazione,
  • la corrispondenza e coerenza tra obiettivi specifici e linee di intervento individuate.

Particolare attenzione è stata posta ai temi dell’ambiente, con la finalità di integrare fattivamente e trasversalmente l’aspetto ambientale negli interventi proposti e delle pari opportunità, al fine di consentire una più equa distribuzione delle opportunità di lavoro e ridurre le disparità esistenti tra uomini e donne.

In riferimento alla valutazione ex ante si rimanda all’art. 19 del sopra citato Regolamento, relativo ai Documenti Unici di Programmazione, nel quale si definisce il contenuto minimo degli stessi. In questo contesto, la presente valutazione ex ante del piano definisce un quadro per la quantificazione dell’impatto atteso attraverso la ripartizione delle risorse per asse. I risultati che ne conseguono, sono riferiti a categorie unitarie, suscettibili di variazioni a seguito della maggiore definizione delle attività a livello di complemento di programmazione.

  • Descrizione e analisi della situazione attuale e dei principali risultati dei periodi di programmazione precedenti
  • 3.1.1 Analisi della situazione socioeconomica, delle disparità e dei punti di forza e di debolezza

    Il capitolo 1 del presente DocUP affronta l’analisi socio-economica del contesto regionale e delle aree Obiettivo 2. In particolare, sono state messe in risalto le caratteristiche endogene delle aree Obiettivo 2, identificando le criticità strutturali e i punti di forza che caratterizzano le tre sub aree individuate: area orientale, area appenninica e area a sostegno transitorio della pianura centrale. Nel capitolo 2, paragrafo 2.2, l’analisi SWOT è stata organizzata per mettere in luce i punti di forza, i punti di debolezza, i rischi e le opportunità delle aree Obiettivo 2. Si è scelto di declinare l’analisi SWOT sulle tre sub aree, al fine di dettagliare ed affinare ulteriormente gli aspetti caratterizzanti delle sub aree in questione e consentire un raccordo maggiore ed evidente con la strategia proposta e gli obiettivi del piano. Non è stata condotta altresì una analisi SWOT per asse, in quanto i due assi di intervento del DocUP sono tra loro strettamente complementari: il primo ha come obiettivo il sostegno alle imprese dell’area Obiettivo 2, laddove il secondo "Programmazione negoziata per lo sviluppo locale" mira a porre le condizioni esterne che favoriscano l’innescarsi di processi di sviluppo socio-economico sostenibile.

    Molto sinteticamente si riportano di seguito i tratti salienti caratterizzanti le tre sub aree.

    La sub area orientale

    Presenta tassi di disoccupazione significativamente più elevati della media regionale con una forte incidenza su giovani e donne. Anche l’evoluzione demografica, soprattutto a Ferrara, presenta segnali particolarmente negativi.

    La sub area è caratterizzata da una importante attività agricola e dall’esperienza di grandi insediamenti industriali nel settore chimico, da molti anni in ristrutturazione; queste caratteristiche, accanto alla posizione periferica rispetto alla via Emilia, asse portante dello sviluppo regionale, ha contribuito ad un minore dinamismo imprenditoriale e ad una minore forza dei sistemi di PMI rispetto al resto della Regione. Il PIL pro capite testimonia questo distacco, essendo pari a 89,2 a Ravenna e 81,6 a Ferrara, rispetto ad una media regionale pari a 100.

    Le due province sono caratterizzate dalla possibilità di sfruttare vaste aree industriali da riqualificare e dalla possibilità di sfruttare le infrastrutture e le competenze già esistenti per attrarre, in modo particolare, investimenti legati alla chimica fine. In secondo luogo, sia intorno all’Università che ai Poli per la diffusione della tecnologia vi è la presenza di strutture e risorse umane valorizzabili per promuovere l’innovazione nel territorio. Specificità produttive, oltre alla chimica, sono quelle dell’agroindustria, della meccanica in entrambe le province, del tessile nella parte occidentale, quelle della ceramica artistica e del calzaturiero, ma anche dell’impiantistica e dell’off-shore in provincia di Ravenna. Si tratta, soprattutto nell’area ferrarese, di un tessuto frammentato di piccole e medie imprese poco qualificate e legate alla committenza delle aree forti della regione o di grandi imprese locali. L’area orientale, inoltre, presenta una rete di collegamenti per i trasporti sufficientemente integrata per la quale va rafforzato un ruolo strategico nell’ambito dei flussi logistici regionali ed interregionali.

    Altra risorsa fondamentale per quest’area è il Parco del Delta del Po, e più in generale la riqualificazione delle specificità ambientali e naturalistiche del territorio.

    La sub area appenninica e l’area appenninica a sostegno transitorio

    Dal punto di vista economico produttivo, l’area appenninica è caratterizzata da una cronica debolezza strutturale e da elementi di specializzazione nel settore primario, accompagnati, per quanto attiene agli aspetti demografici, da elevati indici di emigrazione e di invecchiamento. Le attività extra-agricole si orientano soprattutto verso l’artigianato e la piccola impresa, le costruzioni, il commercio.

    Le condizioni di permanenza della popolazione sono positivamente influenzate dalla migliore qualità dell’ambiente naturale, ma risentono in modo molto forte delle maggiori difficoltà dovute alla scarsa offerta di occupazioni di qualità (soprattutto per i giovani), delle condizioni di accesso ai servizi, della qualità dei servizi presenti nel territorio.

    Nel vasto territorio interessato dall’intervento dell’Obiettivo 2 e dai 5 comuni dell’area a sostegno transitorio è tuttavia possibile riscontrare, in singoli contesti locali, alcuni casi di vocazioni industriali specialistiche (ceramico, calzature), prodotti agro-industriali tipici di elevata qualità, vocazioni turistiche specialistiche (termalismo, turismo invernale); su tutto il territorio, la risorsa fondamentale è quella dell’ambiente e del patrimonio naturale, ma anche del patrimonio storico-culturale, artigianale ed enogastronomico.

    Il territorio necessita di interventi rivolti alla tutela ambientale e alla difesa del suolo e degli assetti idrogeologici, così come, in alcuni casi, di infrastrutture civili critiche per la qualità sociale (acquedotti, ecc.), nonché di investimenti rivolti al potenziamento e la valorizzazione delle vocazioni turistiche. In particolare, si rende particolarmente necessaria una adeguata dotazione di infrastrutture telematiche e di una adeguata progettualità per lo sviluppo di contenuti e sistemi logici finalizzati, in particolare, al miglioramento delle condizioni di accesso ai servizi, con alto impatto sulla qualità della vita.

    La sub area a sostegno transitorio della pianura centrale

    L’area a sostegno transitorio di pianura è in realtà un’area densamente industrializzata, con basso tasso di disoccupazione, elevati indici di imprenditorialità, rilevante immigrazione di lavoratori dal Mezzogiorno e dall'estero, presenza di importanti centri di servizio alle imprese. Le necessità fondamentali per questo territorio sono quelle di promuovere una maggiore sofisticazione e una maggiore innovatività delle attività produttive locali, anche attraverso un ruolo più stabile e consolidato dei centri di servizio alle imprese, un minore impatto ambientale delle produzioni, un migliore e più efficace inserimento lavorativo e sociale dei lavoratori immigrati.