DocUP 2000/2006 Regione Emilia Romagna

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3.1.6 Analisi dei mezzi impiegati e dei principali risultati dei precedenti periodi di programmazione

I precedenti periodi di programmazione si riferiscono, per quanto riguarda l’Obiettivo 2, al DocUP dell’Emilia Romagna per il periodo di programmazione 1994-1996 e successivamente per il periodo di programmazione 1997-1999. Il DocUP della Regione Emilia Romagna per l’Obiettivo 5b è riferito al periodo 1994-1999.

Nell’ambito del capitolo 1 è stata presentata una sezione (paragrafo 1.5) relativa all’analisi dei mezzi impiegati e dei risultati fisici e finanziari conseguiti con la realizzazione di questi programmi.

In questa sezione del DocUP si intende invece dare una lettura analitica degli strumenti attuativi messi in campo, della struttura procedurale ed organizzativa attivata ed infine evidenziare "buone prassi" da riproporre nel nuovo periodo di programmazione.

In riferimento all’analisi degli strumenti messi in campo attraverso i Fondi Strutturali, la presente analisi è incentrata su tre elementi caratterizzanti i precedenti periodi di programmazione:

  1. Gli strumenti di incentivo alle imprese
  2. Gli interventi di carattere "immateriale" (quali ad esempio l’animazione ambientale)
  3. Gli strumenti di carattere finanziario

Gli strumenti di incentivo alle imprese

Nei periodi precedenti di programmazione, buona parte delle misure prevedevano incentivi alle imprese (sotto forma di incentivi agli investimenti, alla creazione di nuove imprese ecc.) e hanno dato complessivamente buoni risultati in termini di partecipazione e presentazione di proposte progettuali. In merito all’utilizzo di questa tipologia di strumento, si possono trarre due considerazioni principali.

Innanzitutto, data la specificità della struttura e dimensione delle aziende in Emilia-Romagna, buona parte delle misure è stata dedicata alle piccole imprese e alle imprese artigiane. Per contro, le misure dell’Obiettivo 2 e dell’obiettivo 5b collegate alla 488/92 hanno permesso anche ad aziende di dimensioni superiori di accedere a finanziamenti e tali misure hanno registrato un notevole interesse da parte degli operatori regionali.

In secondo luogo, le misure di questo tipo che hanno registrato performance particolarmente buone sono quelle a cui è stato associato un meccanismo di delega che ha consentito di velocizzare le procedure di assegnazione e pagamento.

Date le risposte incoraggianti, il presente DocUP intende utilizzare anche per il prossimo periodo questa modalità di intervento, nell’intento di dare risposte efficaci alle esigenze espresse dal tessuto produttivo delle aree Obiettivo 2.

In relazione a questo strumento, è doveroso segnalare anche le misure che non hanno confermato le aspettative iniziali. In particolare, nell’ambito dell’Obiettivo 5b, la misura 3.5 "Contributi per l’acquisizione di servizi" prevedeva il sostegno per l’acquisizione di servizi di consulenza e servizi tecnici da parte delle aziende. Il tessuto produttivo dell’area 5b, caratterizzato dal taglio dimensionale molto piccolo della singola azienda (spesso micro imprese artigianali) sembra invece necessitare maggiormente di interventi che mettano in rete gruppi di impresa (per segmento produttivo, per filiera ecc.) piuttosto che puntare sulla singola azienda affinché si possa incoraggiare l’acquisizione di servizi consulenziali per avviare processi di ammodernamento organizzativo (interno, di processo, di certificazione di qualità ecc.). Questa considerazione spiega quindi come la misura, concepita per intervenire sulla singola impresa, abbia avuto un riscontro inferiore rispetto alle aspettative iniziali.

Gli interventi di carattere "immateriale"

La programmazione dei Fondi Strutturali è stata caratterizzata nelle precedenti edizioni dalla compresenza di misure di incentivo alle imprese e da interventi innovativi mirati a favorire il più ampio accesso possibile alle opportunità offerte dai DocUP, nonché ad erogare servizi di animazione e sensibilizzazione su tematiche innovative quali l’ambiente, l’innovazione tecnologica ecc..

In questa direzione si colloca ad esempio la misura 1.5 del precedente Obiettivo 2, che alla sezione B. individua nell’animazione ambientale un elemento strategico di crescita competitiva delle imprese. Nell’ambito di questa misura, l’animazione ha riguardato l’applicazione del Regolamento EMAS finalizzato a coinvolgere le imprese in processi di adeguamento ambientale del proprio sistema produttivo. L’esperienza maturata nel periodo precedente consente di proporre, nel presente DocUP, lo stesso tematismo che vedrà il coinvolgimento ancora più forte degli Enti locali e la possibilità di costruire percorsi progettuali mirati alle esigenze del singolo territorio.

Sempre in questa tipologia di strumenti si ricordano anche la misura 1.6 dell’Obiettivo 2 per l’innovazione tecnologica e le misure 3.7 e 3.8 dell’Obiettivo 5b.

Nell’ambito dell’Obiettivo 5b, di diverso tenore è stata invece la risposta alla misura 3.9 "Sistemi di stoccaggio e smaltimento rifiuti per le piccole e medie imprese". Lo scarso ricorso alla misura evidenzia la necessità, su questo argomento, di innescare meccanismi di supporto alla creazione di reti di collaborazione all’interno del settore pubblico e tra questo ed il settore privato.

Gli strumenti di carattere finanziario

Durante i periodi precedenti, sono stati utilizzati anche strumenti di tipo "finanziario" a sostegno dello sviluppo socio-economico. Due le tipologie principali utilizzate: il sostegno alle imprese per la copertura di garanzie, attraverso la collaborazione con i Consorzi Fidi della Regione (è il caso della misura 3.2 "Fondi di garanzia" dell’Obiettivo 5b che prevedeva l’attivazione di convenzioni con Consorzi Fidi regionali per concedere garanzie a PMI ed imprese artigiane intenzionate a realizzare investimenti produttivi), e l’istituzione di un fondo di rotazione (Obiettivo 2, misura 2.1 per il periodo 1997-1999). Se da un lato questi strumenti sono stati richiesti dalle imprese beneficiarie nella fase iniziale della programmazione, hanno registrato per contro nelle ultime annualità problemi di utilizzo, imputabili probabilmente ad una necessità di raccordo e razionalizzazione con gli strumenti già presenti sul territorio.

Nel nuovo periodo di programmazione, si intende partire da questa esperienza ormai consolidata, per sviluppare invece un percorso innovativo che consenta di affrontare le problematiche più complesse, quali ad esempio i capitali di rischio per stimolare la nascita e la crescita di nuove imprese innovative.

Analizzando il profilo gestionale/organizzativo, si evidenziano tre elementi caratteristici dei precedenti periodi di programmazione:

  • l’attivazione di uno stretto rapporto con il territorio e con gli Enti locali in un’ottica di sussidiarietà e di "decentramento" della gestione degli interventi;
  • la semplificazione delle procedure;
  • l’attivazione di consultazioni periodiche con le rappresentanze dei soggetti beneficiari.

Per quanto riguarda il primo punto, nei periodi di programmazione precedenti (riferiti all’Obiettivo 2 e 5b) i programmi hanno promosso l’attivazione di rapporti di collaborazione e compartecipazione all’attuazione degli interventi con gli Enti locali. In particolare le Province (soprattutto per l’Obiettivo 2), ma anche le Comunità Montane per l’Obiettivo 5b, hanno svolto un ruolo attivo che ha permesso di creare forti aderenze tra gli interventi proposti e le esigenze puntuali espresse dai territori a livello locale. Particolarmente significativa è stata la scelta, per lo scorso Obiettivo 2, di definire un asse territoriale (Patto territoriale per la sub area di Ferrara) con la funzione di valorizzare i punti di forza dell’area e coinvolgere nell’attuazione soggetti locali di comprovata esperienza (centri di ricerca, agenzie di sviluppo ecc.). Il coinvolgimento attivo di questi soggetti risponde inoltre ad un ottica di sussidiarietà, intesa in termini di competenze e a volte anche di risorse umane ed economiche.

Per quanto riguarda la semplificazione delle procedure, i periodi di programmazione precedenti hanno concorso a raggiungere questo obiettivo soprattutto attraverso la stipula di accordi e convenzioni con banche per velocizzare e semplificare le procedure di pagamento per alcune misure, e anche attraverso l’individuazione di soggetti attuatori (in possesso dei requisiti tecnici necessari) che hanno avuto un ruolo decisivo soprattutto nella gestione delle misure "immateriali" che hanno spesso mostrato un carattere di innovatività (ad es. misure 1.5 e 1.6 dell’Obiettivo 2 1997-1999). Infatti, il ricorso a soggetti specialistici, spesso di natura pubblica, consente di gestire con maggiore autonomia e flessibilità gli interventi, il che comporta un effetto positivo dal punto di vista della velocizzazione e semplificazione delle procedure, nonché della verifica dei risultati ottenuti.

Infine, sulla base delle esperienze realizzate nei periodi precedenti di programmazione, si invita a proseguire la modalità di lavoro che vede il fattivo coinvolgimento delle rappresentanze dei soggetti beneficiari (associazioni di categoria, Enti locali, rappresentanze sindacali ecc.) sia nella fase di progettazione, sia nella fase di monitoraggio, valutazione in itinere ed ex post delle azioni.

Allo stato attuale, si sottolinea positivamente il coinvolgimento dei rappresentanti del mondo socio-economico nella progettazione del programma Obiettivo 2, attraverso l’attivazione di tavoli regionali di confronto come ad esempio gli incontri periodici tenutisi all’interno del CREL (Conferenza Regionale dell’Economia e Lavoro) e CRAL (Conferenza Regionale Autonomie Locali).