DocUP 2000/2006 Regione Emilia Romagna

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3.2.5 Analisi dell’impatto macroeconomico del programma degli interventi

L’analisi di impatto macroeconomico del programma, deve essere condotta in due fasi, essendo condizionata dal livello di definizione degli strumenti attuativi di cui il programma si doterà.

Allo stato attuale di predisposizione del DocUP, gli strumenti di intervento sono dettagliati e rispondenti al livello degli obiettivi specifici e l’articolazione delle dotazioni finanziarie è stata realizzata in questa fase a livello di asse.

Successivamente gli strumenti di intervento saranno dettagliati (azioni ammissibili a finanziamento, priorità tempi ecc.) e tali informazioni faranno parte del complemento di programmazione.

La valutazione ex ante richiede, comunque, di prevedere per quanto possibile gli impatti socioeconomici del programma sulla realtà delle aree beneficiarie degli interventi. In questo quadro, vengono proposti degli indicatori con una quantificazione finalizzata a dare un orientamento (da affinare successivamente) in merito alle aspettative che il programma evidenzia.

Questo set di indicatori è stato costruito partendo dall’intreccio derivante dall’analisi SWOT, dall’analisi di coerenza degli obiettivi specifici e dall’analisi di questi con gli indicatori di risultato e di impatto.

Dalla riflessione sugli indicatori emerge un quadro quali-quantitativo di impatto macroeconomico riferito all’intero programma.

Si sottolinea che questo set di indicatori svolge una duplice funzione. Da un lato questi costituiscono un quadro di riferimento per la valutazione in itinere ed ex post. D’altro lato, questi indicatori di carattere macro economico consentono di compiere una ulteriore verifica di coerenza con le politiche dell’Unione Europea strutturali e di coesione socio-economica.

Questi indicatori sono soggetti a condizionamenti, prevedibili e governabili su scala differente, che si riassumono brevemente di seguito. Per la quantificazione di questi indicatori quindi si è tenuto conto di cosiddetti "fattori decisivi" quali le tendenze in atto a livello locale (ad es. crescita economica registrata nell’ultimo quinquennio, crescita occupazionale, incremento del PIL ecc.). Queste tendenze sono state poi parametrate tenendo conto delle diverse caratteristiche dei territori beneficiari e della loro diversa reattività.

In questo scenario ci sono poi fattori esterni condizionanti nei confronti dei quali sarà necessario, in corso d’opera, fare riferimento costantemente per aggiornare questi obiettivi/risultati. Tra questi si sottolineano:

  • L’elevato livello di differenziazione delle aree beneficiarie che comporta la necessità di dare pesi diversi alla reattività dei territori
  • L’avvio/implementazione di politiche di scala superiore (nazionale ed europea)
  • Le tendenze macro di scala nazionale ed europea che possono esercitare effetti di "trascinamento"

Date queste "avvertenze" si riporta un primo set di indicatori di impatto con la relativa quantificazione.

  1. Crescita del rapporto occupati/popolazione residente (riduzione del differenziale rispetto alla media regione stimabile almeno nel 30%)
  2. Aumento del livello di qualificazione occupazionale (solo in parte quantificabile)
  3. Stabilizzazione degli andamenti demografici (mantenere gli attuali indici di crescita demografica)
  4. Crescita del PIL pro capite (tasso di crescita allineato alla media regionale)
  5. Crescita del rapporto export/PIL (ridurre di almeno il 30% il differenziale rispetto alla regione)
  6. Aumento dei flussi delle merci (almeno il 15%)
  7. Aumento della diversificazione dell’economia (non quantificabile attraverso un indicatore sintetico, ma possibile oggetto di analisi ad hoc)
  8. Aumento della fruizione delle aree naturali (almeno il 20%)
  9. Riduzione aree caratterizzate da dissesto idrogeologico o da elevati tassi di inquinamento (diminuzione del 5%);