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3.2.5 Analisi dell’impatto
macroeconomico del programma degli interventi
L’analisi di impatto macroeconomico del programma, deve
essere condotta in due fasi, essendo condizionata dal livello di definizione
degli strumenti attuativi di cui il programma si doterà.
Allo stato attuale di predisposizione del DocUP, gli strumenti
di intervento sono dettagliati e rispondenti al livello degli obiettivi
specifici e l’articolazione delle dotazioni finanziarie è stata
realizzata in questa fase a livello di asse.
Successivamente gli strumenti di intervento saranno dettagliati
(azioni ammissibili a finanziamento, priorità tempi ecc.) e tali
informazioni faranno parte del complemento di programmazione.
La valutazione ex ante richiede, comunque, di prevedere
per quanto possibile gli impatti socioeconomici del programma sulla realtà
delle aree beneficiarie degli interventi. In questo quadro, vengono proposti
degli indicatori con una quantificazione finalizzata a dare un orientamento
(da affinare successivamente) in merito alle aspettative che il programma
evidenzia.
Questo set di indicatori è stato costruito partendo
dall’intreccio derivante dall’analisi SWOT, dall’analisi di coerenza degli
obiettivi specifici e dall’analisi di questi con gli indicatori di risultato
e di impatto.
Dalla riflessione sugli indicatori emerge un quadro quali-quantitativo
di impatto macroeconomico riferito all’intero programma.
Si sottolinea che questo set di indicatori svolge una
duplice funzione. Da un lato questi costituiscono un quadro di riferimento
per la valutazione in itinere ed ex post. D’altro lato, questi indicatori
di carattere macro economico consentono di compiere una ulteriore verifica
di coerenza con le politiche dell’Unione Europea strutturali e di coesione
socio-economica.
Questi indicatori sono soggetti a condizionamenti, prevedibili
e governabili su scala differente, che si riassumono brevemente di seguito.
Per la quantificazione di questi indicatori quindi si è tenuto
conto di cosiddetti "fattori decisivi" quali le tendenze in
atto a livello locale (ad es. crescita economica registrata nell’ultimo
quinquennio, crescita occupazionale, incremento del PIL ecc.). Queste
tendenze sono state poi parametrate tenendo conto delle diverse caratteristiche
dei territori beneficiari e della loro diversa reattività.
In questo scenario ci sono poi fattori esterni condizionanti
nei confronti dei quali sarà necessario, in corso d’opera, fare
riferimento costantemente per aggiornare questi obiettivi/risultati. Tra
questi si sottolineano:
- L’elevato livello di differenziazione delle aree beneficiarie
che comporta la necessità di dare pesi diversi alla reattività
dei territori
- L’avvio/implementazione di politiche di scala superiore
(nazionale ed europea)
- Le tendenze macro di scala nazionale ed europea che
possono esercitare effetti di "trascinamento"
Date queste "avvertenze" si riporta un primo
set di indicatori di impatto con la relativa quantificazione.
- Crescita del rapporto occupati/popolazione residente
(riduzione del differenziale rispetto alla media regione stimabile almeno
nel 30%)
- Aumento del livello di qualificazione occupazionale
(solo in parte quantificabile)
- Stabilizzazione degli andamenti demografici (mantenere
gli attuali indici di crescita demografica)
- Crescita del PIL pro capite (tasso di crescita allineato
alla media regionale)
- Crescita del rapporto export/PIL (ridurre di almeno
il 30% il differenziale rispetto alla regione)
- Aumento dei flussi delle merci (almeno il 15%)
- Aumento della diversificazione dell’economia (non quantificabile
attraverso un indicatore sintetico, ma possibile oggetto di analisi
ad hoc)
- Aumento della fruizione delle aree naturali (almeno
il 20%)
- Riduzione aree caratterizzate da dissesto idrogeologico
o da elevati tassi di inquinamento (diminuzione del 5%);
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