|
3.2.7 Analisi dell’integrazione
del principio di sostenibilità ambientale
Dall'esame delle matrici di impatto seguenti si evince
che la maggiore enfasi ambientale del programma nell'area orientale viene
riposta nella misura 1.6 (sviluppo di attività di consorzi e società
consortili tra P:M:I: e di consorzi misti pubblico-privati) e nell'asse
2 (programmazione negoziata per lo sviluppo locale, differenziata per
le tre aree a finanziamento con le misure 2.1, 2.2 e 2.3). Gli obiettivi
del programma devono comunque essere affrontati in modo integrato in modo
più o meno diretto da tutte le misure. Ad esempio il riequilibrio
modale dei trasporti può essere raggiunto con azioni coordinate
in seno a più misure, in sintonia con gli indirizzi stabiliti del
Piano regionale dei trasporti (PRIT '98). Un obiettivo operativo incerto
da conseguire riguarda la "limitazione della frammentazione dell'ecomosaico
naturale", per cui sarebbe certamente utile un disegno, di scala sovra-comunale
(p.e. una specificazione tematica del Piano territoriale paesistico regionale),
capace sia di ordinare la gerarchia dei corridoi ecologici sia di riconnettere
il più possibile i siti naturali isolati sia di integrare i progetti
di finanziamento all'interno di un disegno di valenza territoriale. In
qualche caso si rileva la possibilità di impatti ambientali negativi,
soprattutto in riferimento alle azioni 1.1 ed 12. (sviluppo delle attività
produttive e investimenti aziendali). E' soprattutto in questi casi che
la valutazione ed il monitoraggio ambientale dei progetti ammessi a finanziamento
consentiranno di limitare/mitigare eventuali prestazioni negative del
programma.
Tabelle di valutazione ambientale delle misure
Le seguenti tabelle di valutazione ambientale descrivono
l'impatto atteso delle misure rispetto la situazione ambientale di riferimento
(anno 1999), nonché i criteri per integrare la dimensione ambientale
negli assi di intervento. In particolare:
- ogni tabella è introdotta da una descrizione
sintetica;
- la prima riga della tabella individua il DOCUP, l'asse
prioritario;
- la seconda riga della tabella individua il numero e
il nome della misura di riferimento
- nella prima colonna sono sinteticamente indicati gli
obiettivi specifici che il DOCUP associa alla misura di riferimento;
- nella seconda colonna sono indicate le problematiche
e gli effetti ambientali attesi (positivi o negativi) dall'attuazione
della misura e degli interventi;
- nella terza colonna sono indicati gli obiettivi operativi
ambientali da perseguire nell'attuazione della misura. Per quanto possibile
tali obiettivi sono quantificati come scostamento da raggiungere al
termine del programma (anno 2006) rispetto alla situazione ambientale
di riferimento (anno 1999);
- nella quarta e quinta colonna sono indicate le disposizioni
volte ad integrare la dimensione ambientale della misura. In particolare
nella quarta colonna si indicano i temi ambientali e le relative normative
europee perseguite dalle misure. Nella quinta colonna si indicano le
disposizioni per l'attuazione prevista delle misure (cirteri di selezione,
meccanismi premiali). Il contenuto di tale colonna si completerà
con maggiori dettagli nelle fasi successive di gestione del DOCUP;
- nella sesta colonna sono riportati gli indicatori associabili
agli interventi/misure da monitorare nelle prossime fasi di valutazione
del programma (in itinere ed ex-post).
Misura 1.1, sviluppo delle attività produttive.
Tra gli obiettivi specifici di questa misura non è
definita espressamente la tutela e la valorizzaizone ambientale. I temi
ambientali d'indirizzo per la misura comunque dovrebbero riguardare il
rispetto delle norme in materia di valutazione di impatto ambientale,
di prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento (IPPC), grandi
rischi industriali, tutela degli habitat naturali. Inoltre sarebbe opportuno
che i progetti ammessi a finanziamento ponessero attenzione anche alla
limitazione degli inquinamenti, dei rifiuti, oltre che alla certificazione
ambientale volontaria dei siti produttivi (EMAS) ed al monitoraggio ambientale.
Lo sviluppo di attività produttive può provocare l'aumento
di alcune pressioni ambientali, perciò il principale obiettivo
operativo della misura dovrà tendere soprattutto alla mitigazione
delle interferenze antropiche sugli elementi di naturalità ed alla
riduzione delle nuove pressioni ambientali. Potrebbero anche venire prioritariamente
selezionati progetti che perseguono criteri di integrazione con le aree
ecologicamente attrezzate.
DOCUP: OBIETTIVO 2 DELL’EMILIA-ROMAGNA
– ASSE 1: SOSTEGNO ALLE IMPRESE
MISURA: 1.1, SVILUPPO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
|
OBIETTIVI SPECIFICI
|
STIMA DELL’INCIDENZA AMBIENTALE
|
OBIETTIVI OPERATIVI AMBIENTALI
|
PRINCIPALI TEMI AMBIENTALI
|
DISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE ENTRO LE MISURE
|
INDICATORI AMBIENTALI PRIORITARI
|
|
NELL’AREA ORIENTALE:
- Consolidare il tessuto sociale
- Rafforzamento della funzione logistica
- Rafforzare il rapporto mondo della ricerca – imprese
- Qualificazione e diversificazione dell’offerta turistica
NELL’AREA APPENNINICA:
- Integrazione e sviluppo dell’offerta turistica
- Promuovere imprenditorialità in nuovi servizi e telelavoro
- Consolidare e riqualificare le attività esistenti
NELL’AREA IN REGIME TRANSITORIO (PIANURA):
- Promuovere l’innovazione tecnologica e la diversificazione
produttiva
|
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI POSITIVE
- Delocalizzazione di stabilimenti produttivi da ecosistemi
sensibili
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI NEGATIVE
- Incremento di alcune pressioni amb. o di nuovi impatti negativi
in ecosistemi sensibili
|
Diminuzione o mantenim. rispetto ai valori del 1999 delle pressioni
ambientali con riferimento a:
- occupazione/vicinanza ad ecosistemi o paesaggi sensibili (con
tutele di valenza internazionale);
- traffico stradale;
- inquinamento atmosferico (in aree urbane);
- contaminazione dei terreni;
- frammentazione dell'ecomosaico naturale;
- inquinam. corpi idr. sup.
- produzione di rumore in aree urbane
- ingress. marina in falda
- rischio di incidente rilevante
- emungimenti in falda
- produz. rifiuti
- sovraccarico infrastrutt. ambientali
- riduzione biodiversità
|
- Tutela di habitat naturali (direttiva 92/43/CEE sugli habitat
di importanza comunitaria)
- Inquinamento delle acque superficiali (direttiva 91/676/CEE
sui nitrati; raccomandaz. 98/480/CE sui detergenti)
- Inquinamento atmosf. (dir. 96/62/CE e 99/30/EC)
- Gestione dei rifiuti (direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE sui
rifiuti)
- Prevenzione e riduz. integrata dell’inquinamento (direttiva
96/61/CE IPPC)
- Rischi (direttiva 96/82/CEE SevesoII; direttiva 67/548/CEE
su etichettatura sostanze pericolose)
|
Distanza da ecosistemi naturali sensibili (parchi, siti d’importanza
comunitaria)
Integrazione con aree ecologicamente attrezzate (LR 20/2000)
Rispetto d’eventuali prescrizioni ambientali (p.e. di VIA o
IPPC)
Implementazione di sistemi di gestione ambientale (EMAS, ISO
14000)
|
Occupazione d’aree naturali tutelate
Frammentazione di ecosistemi naturali rilevanti
|
Misura 1.2, Investimenti aziendali.
Tra gli obiettivi specifici di questa misura non è
espressamente definita la tutela e la valorizzaizone ambientale. I temi
ambientali d'indirizzo per la misura comunque dovrebbero riguardare soprattutto
il rispetto delle norme in materia di prevenzione e riduzione integrata
dell'inquinamento (IPPC) e tutela degli habitat naturali. Inoltre sarebbe
opportuno che i progetti ammessi a finanziamento ponessero attenzione
anche alla limitazione degli inquinamenti, dei rifiuti, dl rumore, oltre
che alla certificazione ambientale volontaria dei siti produttivi (EMAS)
ed al monitoraggio ambientale. Il rafforzamento della funzione logistica
ed il consolidamento di attività produttive può provocare
l'aumento di alcune pressioni ambientali, perciò il principale
obiettivo operativo della misura dovrà tendere soprattutto alla
mitigazione delle interferenze antropiche sugli elementi di naturalità
ed alla riduzione delle nuove pressioni ambientali. Potrebbero anche venire
prioritariamente selezionati progetti che perseguono criteri di integrazione
con le aree ecologicamente attrezzate.
DOCUP: OBIETTIVO 2 DELL’EMILIA-ROMAGNA
– ASSE 1: SOSTEGNO ALLE IMPRESE
MISURA: 1.2, INVESTIMENTI AZIENDALI
|
OBIETTIVI SPECIFICI
|
STIMA DELL’INCIDENZA AMBIENTALE
|
OBIETTIVI OPERATIVI AMBIENTALI
|
PRINCIPALI TEMI AMBIENTALI
|
DISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE ENTRO LE MISURE
|
INDICATORI AMBIENTALI PRIORITARI
|
|
NELL’AREA ORIENTALE:
- Consolidare il tessuto industriale
- Rafforzamento della funzione logistica
- Rafforzare il rapporto mondo della ricerca-imprese
- Qualificazione e diversificazione dell'offerta turistica
NELL’AREA APPENNINICA:
- Integrazione e sviluppo dell'offerta turistica
- Promuovere l'imprenditorialità in nuovi servizi e telelavoro
- Consolidare e riqualificare le attività esistenti
NELL’AREA IN REGIME TRANSIT. (PIANURA):
- Promuovere l'innovazione tecnologica e la diversificazione
produttiva
|
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI POSITIVE
- Delocalizzazione di stabilimenti produttivi da ecosistemi
sensibili
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI NEGATIVE
- Incremento di alcune pressioni amb. o di nuovi impatti negativi
in ecosistemi sensibili
|
Diminuzione o mantenim. rispetto ai valori del 1999 delle pressioni
ambientali con riferimento a:
- occupazione/vicinanza ad ecosistemi o paesaggi sensibili (tutele
di valenza internazionale; rete corsi d'acqua e canali);
- traffico stradale
- inquinamento atmosferico (in aree urbane)
- contaminazione dei terreni
- frammentazione dell'ecomosaico naturale;
- inquinam. corpi idr. sup.
- produzione di rumore in aree urbane
- rischio di incidente rilevante
- emungimenti in falda
- produz. rifiuti
- sovraccarico infrastrutt. Ambientali
riduzione biodiversità
|
- Tutela di habitat naturali (direttiva 92/43/CEE sugli habitat
di importanza comunitaria)
- Inquinamento delle acque superficiali (direttiva 91/676/CEE
sui nitrati; raccomandaz. 98/480/CE sui detergenti)
- Inquinamento atmosf. (dir. 96/62/CE e 99/30/EC)
- Gestione dei rifiuti (direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE sui
rifiuti)
- Valutazione di impatto ambientale (direttive 85/337/CEE e
97/11/CE)
- Prevenzione e riduz. integrata dell’inquinamento (direttiva
96/61/CE IPPC)
- Rischi (direttiva 96/82/CEE SevesoII; direttiva 67/548/CEE
su etichettatura sostanze pericolose)
|
- Distanza da ecosistemi naturali sensibili (parchi, siti d’importanza
comunitaria)
- Integrazione con aree ecologicamente attrezzate (LR 20/2000)
- Rispetto d’eventuali prescrizioni ambientali (p.e. di VIA
o IPPC)
- Implementazione di sistemi di gestione ambientale (EMAS, ISO
14000)
|
Occupazione d’aree naturali tutelate
Frammentazione di ecosistemi naturali rilevanti
|
Misura 1.3, Innovazione e qualificazione imprenditoriale
delle imprese artigiane e della minore impresa.
Tra gli obiettivi specifici di questa misura non è
espressamente definita la tutela e la valorizzaizone ambientale. I temi
ambientali d'indirizzo per la misura comunque dovrebbero riguardare soprattutto
il rispetto delle norme in materia di tutela degli habitat naturali. Inoltre
sarebbe opportuno che i progetti ammessi a finanziamento ponessero attenzione
anche alla limitazione degli inquinamenti, dei rifiuti, dl rumore. L'innovazione
delle imprese artigiane, se non espressamente controllato può provocare
l'aumento di alcune pressioni ambientali, perciò un obiettivo operativo
della misura dovrà tendere soprattutto alla mitigazione delle interferenze
antropiche sugli elementi di naturalità ed alla riduzione delle
nuove pressioni ambientali in ambiti sensibili (zone naturali o abitate).
Potrebbero venire prioritariamente selezionati progetti che perseguono
criteri di integrazione con le aree ecologicamente attrezzate.
DOCUP: OBIETTIVO 2 DELL’EMILIA-ROMAGNA
– ASSE 1: SOSTEGNO ALLE IMPRESE
MISURA: 1.3, INNOVAZIONE E QUALIFICAZIONE
IMPRENDITORIALE DELLE IMPRESE ARTIGIANE E DELLA MINORE IMPRESA
|
OBIETTIVI SPECIFICI
|
STIMA DELL’INCIDENZA AMBIENTALE
|
OBIETTIVI OPERATIVI AMBIENTALI
|
PRINCIPALI TEMI AMBIENTALI
|
DISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE ENTRO LE MISURE
|
INDICATORI AMBIENTALI PRIORITARI
|
|
NELL’AREA ORIENTALE:
- Consolidare il tessuto industriale
- Rafforzamento della funzione logistica
- Rafforzare il rapporto mondo della ricerca-imprese
NELL’AREA APPENNINICA:
- Promuovere l'imprenditorialità in nuovi servizi e telelavoro
- Migliorare la qualità e l'accesso ai servizi
- Consolidare e riqualificare le attività esistenti
NELL’AREA IN REGIME TRANSIT. (PIANURA):
- Promuovere l'innovazione tecnologica e la diversificazione
produttiva
|
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI POSITIVE
- Delocalizzazione di stabilimenti produttivi da ecosistemi
sensibili
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI NEGATIVE
- Incremento di alcune pressioni amb. o di nuovi impatti negativi
in ecosistemi sensibili
|
Diminuzione o mantenim. rispetto ai valori del 1999 delle pressioni
ambientali con riferimento a:
- vicinanza ad ecosistemi o paesaggi sensibili (tutele di valenza
internazionale; suoli fertili)
- vicinanza a beni storici ed architettonici (con tutela di
valenza internazionale)
- contaminazione dei terreni
- frammentazione dell'ecomosaico naturale
- produzione di rumore in aree urbane
- produz. rifiuti
- inquinamento atmosferico
- sovraccarico infrastrutt. ambientali
|
- Tutela di habitat naturali (direttiva 92/43/CEE sugli habitat
di importanza comunitaria)
- Inquinamento delle acque superficiali (direttiva 91/676/CEE
sui nitrati; raccomandaz. 98/480/CE sui detergenti)
- Inquinamento atmosf. (dir. 96/62/CE e 99/30/EC)
- Gestione dei rifiuti (direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE sui
rifiuti)
- Valutazione di impatto ambientale (direttive 85/337/CEE e
97/11/CE)
- Prevenzione e riduz. integrata dell’inquinamento (direttiva
96/61/CE IPPC)
- Rischi (direttiva 96/82/CEE SevesoII; direttiva 67/548/CEE
su etichettatura sostanze pericolose)
|
Distanza da ecosistemi naturali sensibili (parchi, siti d’importanza
comunitaria)
Integrazione con aree ecologicamente attrezzate (LR 20/2000)
Rispetto d’eventuali prescrizioni ambientali (p.e. di VIA o
IPPC)
|
Occupazione d’aree naturali tutelate
Frammentazione di ecosistemi naturali rilevanti
|
Misura 1.4, Sviluppo delle attività nel lavoro
autonomo e nelle nuove professioni.
Tra gli obiettivi specifici di questa misura è
espressamente definita la tutela e la valorizzaizone ambientale. I temi
ambientali d'indirizzo per la misura possono riguardare moltissimi settori,
difficili però da prevedere in questa fase, anche per il contenuto
di novità delle professioni interessate. Sarebbe dunque opportuno
che i progetti ammessi a finanziamento ponessero attenzione soprattutto
agli aspetti innovativi di compatibilità ambientale o alla promozione
delle migliori tecnologie disponibili nel campo ambientale.
DOCUP: OBIETTIVO 2 DELL’EMILIA-ROMAGNA
– ASSE 1: SOSTEGNO ALLE IMPRESE
MISURA: 1.4, SVILUPPO DELLE ATTIVTA’ NEL
LAVORO AUTONOMO E NELLE NUOVE PROFESSIONI
|
OBIETTIVI SPECIFICI
|
STIMA DELL’INCIDENZA AMBIENTALE
|
OBIETTIVI OPERATIVI AMBIENTALI
|
PRINCIPALI TEMI AMBIENTALI
|
DISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE ENTRO LE MISURE
|
INDICATORI AMBIENTALI PRIORITARI
|
|
NELL’AREA ORIENTALE:
- Consolidare il tessuto industriale
- Rafforzamento della funzione logistica
- Rafforzare il rapporto mondo della ricerca-imprese
- Tutela e valorizzazione ambientale
- Qualificazione e diversificazione dell'offerta turistica
NELL’AREA APPENNINICA:
- Integrazione e sviluppo dell'offerta turistica
- Tutela e valorizzazione ambientale
- Promuovere l'imprenditorialità in nuovi servizi e telelavoro
- Migliorare la qualità e l'accesso ai servizi
NELL’AREA IN REGIME TRANSIT. (PIANURA):
- Promuovere l'innovazione tecnologica e la diversificazione
produttiva
- Qualificazione ambientale
|
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI POSITIVE
- Incremento di R&S in materia di compatibilità ambientale
di sistemi prod. o di servizio
- Promozione delle migliori tecnologie disponibili dal punto
di vista amb. (BAT), con prestazioni in grado di competere su
scala globale
|
Diminuzione o mantenim. rispetto ai valori del 1999 delle pressioni
ambientali con riferimento a:
- vicinanza ad ecosistemi o paesaggi sensibili (rete corsi d'acqua
e canali)
- inquinamento atmosferico
- contaminazione dei terreni
- subsidenza
- erosione costiera
- produzione di rumore in aree urbane
- rischio di incidente rilevante
- emungimenti in falda
- produz. rifiuti
- sovraccarico infrastrutt. ambientali
- riduzione biodiversità
|
(Le nuove professioni possono riguardare tutti i temi ambientali)
|
(favorire le attività che contribuiscono a migliorare
le prestazioni ambientali nell'area di interesse)
|
Numero addetti nel settore ambientale (tutela, controllo, gestioneambientale)
|
Misura 1.5, start up d'imprese innovative
I principali temi ambientali di indirizzo per l’area riguardano
il rispetto delle politiche in materia di tutela degli habitat naturali,
limitazione degli inquinamenti, corretta gestione dei rifiuti, certificazione
ambientale volontaria dei siti produttivi (EMAS), valutazione di impatto
ambientale, prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento (IPPC),
grandi rischi industriali e certificazione dei prodotti.
Tra le principali modalità d’impatto ambientale
positivo per questa misura si può auspicare che gli inquinanti
generati dagli insediamenti produttivi vengano limitati grazie alla realizzazione
di dotazioni ecologiche ed ambientali. Le dotazioni possono essere volte
in particolare alla tutela e risanamento dell'aria e dell'acqua ed alla
prevenzione del loro inquinamento, alla gestione integrata del ciclo idrico,
all'incremento di sistemi produttivi dotati di migliori tecnologie disponibili
dal punto di vista ambientale (BAT) con prestazioni in grado di competere
su scala globale, al riequilibrio ecologico dell'ambiente insediato, al
risparmio energetico e idrico, alla raccolta differenziata dei rifiuti
e in generale alla gestione dei rifiuti. Le azioni a finanziamento possono
anche favorire studi e ricerche in materia di compatibilità ambientale
dei sistemi produttivi oppure promuovere i sistemi di gestione ambientale
(EMAS, ISO 14000). Gli indicatori, di riferimento per il monitoraggio
delle azioni, descriveranno soprattutto i carichi dei nutrienti sversati
nei corpi idrici superficiali, la produzione dei rifiuti smaltiti in discarica,
le emissioni in atmosfera di inquinanti (sostanze che alterano l'ozono
stratosferico, inquinanti primari, gas serra), i consumi di energia da
fonti non rinnovabili, l'occupazione aree di dissesto, i consumi idrici
e flussi nei corpi idrici, l'estrazione di fluidi dal sottosuolo (e relativa
subsidenza), frammentazione di ecosistemi naturali rilevanti, uso di sostanze
pericolose, numero di addetti e produzione.
L'obiettivo delle attività programmatiche tenderà
soprattutto a non creare incremento rispetto ai valori del 1999 delle
pressioni ambientali presenti negli ecosistemi sensibili.
Verranno dunque prioritariamente selezionati progetti
che perseguono criteri di integrazione con le aree ecologicamente attrezzate,
rispettano le soglie di emissione di inquinanti e le prescrizioni di VIA
o IPPC, risparmiano soprattutto l'energia proveniente da fonti non rinnovabili
e le risorse idriche e che sono localizzati distanti da ecosistemi sensibili
(parchi, siti di importanza comunitaria, ecc.). Saranno pure favoriti
i siti produttivi che avvieranno l’implementazione di processi di certificazione
ambientale (EMAS, ISO 14000).
DOCUP: OBIETTIVO 2 DELL’EMILIA-ROMAGNA
– ASSE 1: SOSTEGNO ALLE IMPRESE
MISURA: 1.5, START UP D’IMPRESE INNOVATIVE
|
OBIETTIVI SPECIFICI
|
STIMA DELL’INCIDENZA AMBIENTALE
|
OBIETTIVI OPERATIVI AMBIENTALI
|
PRINCIPALI TEMI AMBIENTALI
|
DISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE ENTRO LE MISURE
|
INDICATORI AMBIENTALI PRIORITARI
|
|
NELL’AREA ORIENTALE:
- rafforzamento della funzione logistica;
- rafforzare il mondo della ricerca-imprese
NELL’AREA APPENNINICA:
- promuovere l’imprenditorialità in nuovi servizi e telelavoro;
NELL’AREA IN REGIME TRANSITORIO:
- promuovere l’innovazione tecnologica e la diversificazione
produttiva
|
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI POSITIVE
- Incremento di sistemi produttivi dotati delle migliori tecnologie
disponibili dal punto di vista amb. (BAT), con prestazioni in
grado di competere su scala globale
- Diffusione di sistemi di gestione ambientale dei siti produttivi
(EMAS, ISO 14000)
- Incremento di R&S in materia di compatibilità ambientale
di sistemi prod.
- Riduzione d’azoto e fosforo in scarico di reflui
- Riduzione rifiuti prodotti
- Limitazione d’inquinanti emessi in atmosfera
- Risparmi energetici e idrici
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI NEGATIVE
- Incremento di alcune pressioni amb. o di nuovi impatti negativi
in ecosistemi sensibili
|
Diminuzione o mantenim. rispetto ai valori del 1999 delle pressioni
ambientali con riferimento a:
- occupazione/vicinanza ad ecosistemi o paesaggi sensibili (tutele
di valenza internazionale; frane ed erosioni; suoli fertili;
rete corsi d'acqua e canali)
- occupazione/vicinanza a beni storici ed architettonici (con
tutele di valenza internazionale)
- traffico stradale
- inquinamento atmosferico (in aree urbane)
- contaminazione dei terreni
- subsidenza
- frammentazione dell'ecomosaico naturale
- inquinam. corpi idr. sup.
- produzione di rumore in aree urbane
- ingress. marina in falda
- produz. rifiuti
- sovraccarico infrastrutt. ambientali
- riduzione biodiversità
|
- Tutela di habitat naturali (direttiva 92/43/CEE sugli habitat
di importanza comunitaria)
- Inquinamento acque sup. (direttiva 91/676/CEE sui nitrati;
raccomandaz. 98/480/CE sui detergenti)
- Inquinamento atmosf. (dir. 96/62/CE e 99/30/EC)
- Gestione dei rifiuti (direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE)
- Certificazione amb. volontaria dei siti produttivi (regolamento
EMAS 93/1836/CEE)
- Valutazione impatto amb. (direttive 85/337/CEE e 97/11/CE)
- Prevenzione e riduz. integrata dell’inquinamento (direttiva
96/61/CE IPPC)
- Certificazione dei prodotti (regolamento 880/92/CEE su ecolabel)
- Rischi (dir. 96/82/CEE SevesoII; dir.67/548/CEE su etichettatura
sostanze pericolose)
|
Rispetto soglie emissione inquinanti definite in politiche ambientali
regionali, nazionali e comunitarie
Risparmi energia non rinnovabili
Risparmi idrici
Distanza da ecosistemi naturali sensibili (parchi, siti d’importanza
comunitaria)
Integrazione con aree ecologicamente attrezzate (LR 20/2000)
Implementazione di processi di certificazione ambientale
Rispetto d’eventuali prescrizioni di VIA o IPPC
Implementazione di sistemi di gestione ambientale (EMAS, ISO
14000)
|
Carico nutrienti sversati in acque superficiali e flusso di
nutrienti nei corpi idrici
Produzione rifiuti e rifiuti smaltiti in discarica
Emissioni che alternano lo strato d’Ozono stratosf.
Emissioni atmosferiche inquinanti e giorni all’anno con buona
qualità dell’aria
Emissioni di gas serra (come CO2)
Consumi di d’energia da fonti non rinnovabili
Occupazione d’aree in dissesto
Consumi idrici e flussi nei corpi idrici
Estrazione di fluidi nel sottosuolo in aree di pianura e subsidenza
annua
Frammentazione di ecosistemi naturali rilevanti
Uso sostanze pericolose in processi produttivi
Addetti e produzione
|
Misura 1.6, sviluppo attività di consorzi e società
consortili tra P.M.I. e di consorzi misti pubblico-privati.
I principali temi ambientali di indirizzo per l’area riguardano
il rispetto delle politiche in materia di limitazione degli inquinamenti,
rifornimento idrico, corretta gestione dei rifiuti, certificazione ambientale
volontaria dei siti produttivi (EMAS) e monitoraggio ambientale.
Tra le principali modalità d’impatto ambientale
positivo per questa misura si può auspicare che gli inquinanti
generati dagli insediamenti produttivi vengano limitati grazie alla realizzazione
di dotazioni ecologiche ed ambientali. Le dotazioni possono essere volte
in particolare alla tutela e risanamento dell'aria (emissioni d'inquinanti
atmosferici, emissioni che alterano lo strato di ozono, emissioni gas
serra) e dell'acqua (p.e. carichi di azoto e fosforo sversati in acque
reflue) ed alla prevenzione del loro inquinamento, alla gestione integrata
del ciclo idrico, alla riduzione dell'inquinamento acustico, al mantenimento
della permeabilità dei suoli (o al contenimento della impermeabilizzazione
dei suoli e alla dotazione di spazi idonei alla ritenzione e al trattamento
delle acque meteoriche, al loro riuso o rilascio in falda o nella rete
idrica superficiale), al riequilibrio ecologico dell'ambiente insediato,
alla riduzione dell'estrazione di fluidi dal sottosuolo (in aree di pianura),
alla raccolta differenziata dei rifiuti e in generale alla gestione dei
rifiuti. Le azioni a finanziamento possono anche favorire studi e ricerche
in materia di compatibilità ambientale e l'efficienza ambientale
dei sistemi produttivi oppure promuovere i sistemi di gestione ambientale
(EMAS, ISO 14000). Inoltre la connotazione ambientale degli interventi
potrebbe risiedere nella diffusione telematica di informazioni affidabili
ed aggiornate sugli indicatori di controllo ambientale dell’area. Questi
indicatori, di riferimento per il monitoraggio delle azioni, descriveranno
soprattutto i temi dell’energia, gli acquedotti, la gestione reflui e
i trasporti pubblici.
L'obiettivo delle attività programmatiche tenderà
soprattutto alla mitigazione delle interferenze antropiche sugli elementi
di naturalità, alla riduzione delle pressioni ambientali che le
attività produttive possono provocare, alla realizzazione negli
ecosistemi di interesse di sistemi integrati per il monitoraggio e reporting
ambientale ed i rapporti annuali. Verranno dunque prioritariamente selezionati
progetti che perseguono criteri di implementazione di processi di certificazione
ambietale (EMAS, ISO 14000).
DOCUP: OBIETTIVO 2 DELL’EMILIA-ROMAGNA
– ASSE 1: SOSTEGNO ALLE IMPRESE
MISURA:1.6, SVILUPPO ATTIVITA’ DI CONSORZI
E SOCIETA’ CONSORTILI TRA P.M.I. E DI CONSORZI MISTI PUBBLICO-PRIVATI
|
OBIETTIVI SPECIFICI
|
STIMA DELL’INCIDENZA AMBIENTALE
|
OBIETTIVI OPERATIVI AMBIENTALI
|
PRINCIPALI TEMI AMBIENTALI
|
DISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE ENTRO LE MISURE
|
INDICATORI AMBIENTALI PRIORITARI
|
|
NELL’AREA ORIENTALE:
- consolidare il tessuto industriale;
- rafforzamento della funzione logistica;
- rafforzare il mondo della ricerca-imprese;
- tutela e valorizzaz. amb.;
- qualificazione e diversificazione dell’offerta turistica
NELL’AREA APPENNINICA:
- integrazione e sviluppo dell’offerta turistica;
- tutela e valorizzaz. amb.;
- promuovere l’imprenditorialità in nuovi servizi e telelavoro;
- migliorare la qualità e l’accesso ai servizi;
- consolidare riqualificare attività esist.;
NELL’AREA IN REGIME TRANSITORIO:
- promuovere l’innovazione tecnologica e la diversificazione
produttiva
- qualificazione ambientale
- favorire l’integrazione di lavoratori immigrati
|
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI POSITIVE
- Incremento di R&S in materia di compatibilità ambientale
di sistemi prod.
- Incremento d’efficienza ambientale dei sistemi produttivi
- Promozione di sistemi di gestione ambientale delle imprese
(EMAS, ISO 14000)
- raccolta di dati ambientali affidabili ed aggiornati
- Riduzione d’azoto e fosforo in scarico di reflui
- Riduzione rifiuti prodotti
- Limitazione d’inquinanti emessi in atmosfera
- Risparmi energetici e idrici
|
Riduzione 1 % delle seguenti pressioni ambientali (nell’anno
2006 rispetto al 1999):
- occupazione/vicinanza ad ecosistemi o paesaggi sensibili (tutele
di valenza internaz.; suoli fertili; rete acque sup. e canali)
- occupazione/vicinanza a beni storici ed architett. (tutele
valenza internaz.)
- traffico stradale
- inquinamento atmosf. (in aree urbane)
- contaminaz. dei terreni
- subsidenza
- inquinam. corpi idr. sup.
- erosione costiera
- produzione di rumore in aree urbane
- ingress. marina in falda
- rischio di incidente rilevante
- produz. rifiuti
- sovraccarico infrastrutt. ambientali
- riduzione biodiversità
Realizzazione negli ecosistemi d’interesse di sistemi integrati
per il monitoraggio amb.
|
- Monitoraggio e reportistica ambientale (direttiva 90/313/CEE
sull’accesso alle informazioni ambientali)
- Rifornimento e inquinamento idrico (direttiva 91/271/CEE su
reflui urbani; direttiva 80/778/CEE su acque potabili; direttiva
91/676/CEE sui nitrati)
- Gestione dei rifiuti (direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE sui
rifiuti)
- Certificazione ambientale volontaria dei siti produttivi (regolamento
EMAS 93/1836/CEE)
|
Implementazione di processi di certificazione ambientale
Implementazione di sistemi di gestione ambientale (EMAS, ISO
14000)
|
Sistema integrato di indicatori DPSIR per i seguenti temi:
- energia
- acquedotti, gestione reflui e inquinamenti idrici
- gestione rifiuti
- trasporti pubblici
|
Misura 1.7, sviluppo e riqualificazione delle imprese
turistiche
I principali temi ambientali di indirizzo per l’area riguardano
il rispetto delle politiche in materia di
valutazione di impatto ambientale, prevenzione e riduzione
integrata dell'inquinamento (IPPC), grandi rischi industriali, limitazione
degli inquinamenti, corretta gestione dei rifiuti, tutela degli habitat
naturali, certificazione ambientale volontaria dei siti produttivi (EMAS)
e monitoraggio ambientale.
Tra le principali modalità d’impatto ambientale
positivo per questa misura si può auspicare che le strutture esistenti
vengano delocalizzate dagli ecosistemi sensibili.
Gli indicatori, di riferimento per il monitoraggio delle
azioni, saranno soprattutto quelli relativi all'occupazione di aree naturali
tutelate e la frammentazione di ecosistemi naturali
E' evidente che lo sviluppo delle azioni relative a questa
misura può provocare l'aumento di alcune pressioni ambientali.
Pertanto il principale obiettivo delle attività programmatiche
tenderà soprattutto a non creare nessun incremento rispetto ai
valori del 1999 delle pressioni ambientali di strutture localizzate in
aree sensibili. Verranno dunque prioritariamente selezionati progetti
che sono localizzati distanti da ecosistemi sensibili (parchi, siti di
importanza comunitaria, ecc.) e che rispettano eventuali prescrizioni
ambientali.
DOCUP: OBIETTIVO 2 DELL’EMILIA-ROMAGNA
– ASSE 1: SOSTEGNO ALLE IMPRESE
MISURA: 1.7, SVILUPPO E RIQUALIFICAZIONE
DELLE IMPRESE TURISTICHE
|
OBIETTIVI SPECIFICI
|
STIMA DELL’INCIDENZA AMBIENTALE
|
OBIETTIVI OPERATIVI AMBIENTALI
|
PRINCIPALI TEMI AMBIENTALI
|
DISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE ENTRO LE MISURE
|
INDICATORI AMBIENTALI PRIORITARI
|
|
NELL’AREA ORIENTALE:
- Qualificazione e diversificazione dell'offerta turistica
NELL’AREA APPENNINICA:
- Integrazione e sviluppo dell'offerta turistica
|
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI POSITIVE
- Delocalizzazione di strutture esistenti da ecosistemi sensibili
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI NEGATIVE
- Incremento di alcune pressioni amb. o di nuovi impatti negativi
in ecosistemi sensibili
|
Diminuzione o mantenim. rispetto ai valori del 1999 delle pressioni
ambientali con riferimento a:
- occupazione/vicinanza ad ecosistemi o paesaggi sensibili (tutele
di valenza internazionale; suoli fertili; rete corsi d'acqua e
canali)
- occupazione/vicinanza a beni storici ed architettonici (con
tutele di valenza internazionale)
- traffico stradale
- inquinamento atmosferico
- frammentazione dell'ecomosaico naturale
- produzione di rumore in aree urbane
- emungimenti fluidi
- ingress. marina in falda
- produz. rifiuti
- sovraccarico infrastrutt. ambientali
- riduzione biodiversità
|
- Tutela di habitat naturali (direttiva 92/43/CEE sugli habitat
di importanza comunitaria)
- Inquinamento delle acque superficiali (direttiva 91/676/CEE
sui nitrati; raccomandaz. 98/480/CE sui detergenti)
- Inquinamento atmosf. (dir. 96/62/CE e 99/30/EC)
- Gestione dei rifiuti (direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE sui
rifiuti)
- Valutazione di impatto ambientale (direttive 85/337/CEE e 97/11/CE)
- Prevenzione e riduz. integrata dell’inquinamento (direttiva
96/61/CE IPPC)
- Rischi (direttiva 96/82/CEE SevesoII; direttiva 67/548/CEE su
etichettatura sostanze pericolose)
|
Distanza da ecosistemi naturali sensibili (parchi, siti d’importanza
comunitaria)
Rispetto d’eventuali prescrizioni ambientali (p.e. di VIA o IPPC)
Implementazione di sistemi di gestione ambientale (EMAS, ISO 14000)
|
Occupazione d’aree naturali tutelate
Frammentazione di ecosistemi naturali rilevanti
|
Misura 1.8, sviluppo delle imprese dell'economia sociale
I principali temi ambientali di indirizzo per l’area riguardano
il rispetto delle politiche in materia di limitazione degli inquinamenti
(delle acque superficiali e atmosferico), corretta gestione dei rifiuti
e tutela degli habitat naturali.
Tra le principali modalità d’impatto ambientale
positivo per questa misura si può auspicare che le strutture esistenti
vengano delocalizzate dagli ecosistemi sensibili e che aumentino i caratteri
socio-culturali sei luoghi tipici.
Gli indicatori, di riferimento per il monitoraggio delle
azioni, saranno soprattutto quelli relativi all'occupazione di aree naturali
tutelate con strutture fisiche.
E' evidente che lo sviluppo delle azioni relative a questa
misura può provocare l'aumento di alcune pressioni ambientali.
Pertanto il principale obiettivo delle attività programmatiche
tenderà soprattutto a non creare nessun incremento rispetto ai
valori del 1999 delle pressioni ambientali di strutture localizzate in
aree sensibili. Verranno dunque prioritariamente selezionati progetti
che sono localizzati distanti da ecosistemi sensibili (parchi, siti di
importanza comunitaria, ecc.).
DOCUP: OBIETTIVO 2 DELL’EMILIA-ROMAGNA
– ASSE 1: SOSTEGNO ALLE IMPRESE
MISURA: 1.8, SVILUPPO DELLE IMPRESE DELL’ECONOMIA
SOCIALE
|
OBIETTIVI SPECIFICI
|
STIMA DELL’INCIDENZA AMBIENTALE
|
OBIETTIVI OPERATIVI AMBIENTALI
|
PRINCIPALI TEMI AMBIENTALI
|
DISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE ENTRO LE MISURE
|
INDICATORI AMBIENTALI PRIORITARI
|
|
NELL’AREA APPENNINICA:
- Promuovere l'imprenditorialità in nuovi servizi e telelavoro
- Migliorare la qualità e l'accesso ai servizi
- Consolidare e riqualificare le attività esistenti
NELL’AREA IN REGIME TRANSITORIO:
- Favorire l'integrazione di lavoratori immigrati
|
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI POSITIVE
- Delocalizzazione di strutture esistenti da ecosistemi sensibili
- Incremento dei caratteri socio-culturali di luoghi tipici
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI NEGATIVE
- Incremento di alcune pressioni amb. o di nuovi impatti negativi
in ecosistemi sensibili
|
Diminuzione o mantenim. rispetto ai valori del 1999 delle pressioni
ambientali con riferimento a:
- occupazione/vicinanza ad ecosistemi o paesaggi sensibili (con
tutele di valenza internazionale)
- occupazione/vicinanza a beni storici ed architettonici (con
tutele di valenza internazionale)
- frammentazione dell'ecomosaico naturale
- produzione di rumore in aree urbane
- produz. rifiuti
|
- Tutela di habitat naturali (direttiva 92/43/CEE sugli habitat
di importanza comunitaria)
- Inquinamento delle acque superficiali (direttiva 91/676/CEE
sui nitrati; raccomandaz. 98/480/CE sui detergenti)
- Inquinamento atmosf. (dir. 96/62/CE e 99/30/EC)
- Gestione dei rifiuti (direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE sui
rifiuti)
|
Distanza di nuove strutture da ecosistemi naturali sensibili (parchi,
siti d’importanza comunitaria)
|
- Occupazione d’aree naturali tutelate con strutture fisiche
|
Misura 2.1, programma di sviluppo area orientale.
I problemi in questa area sono legati all'aumento dell'inquinamento
atmosferico, del rumore e della produzione di rifiuti nelle zone urbane,
alla presenza di terreni contaminati, alla presenza del fenomeno di subsidenza
(in tutto il territorio dell'area con maggiore rilevanza però nelle
aree costiere, nelle valli ravennate e presso gli argini del territorio
ferrarese a rischio di esondazione). Sempre in prossimità della
costa si possono notare problemi di erosione e di infiltrazione di acqua
salata nelle falde dolci; le acque superficiali sono, inoltre, inquinate
da un alto carico di nutrienti. Nell'area orientale sono presenti molti
insediamenti produttivi, comprese alcune a rischio di incedente rilevante
spesso posizionate presso zone insediate o zone sensibili. L'antropizzazione
del territorio rischia di frammentare l'ecomosaico naturale.
D'altra parte i punti di forza e le opportunità
di questa zona sono sia il punto di incrocio di importanti vie di collegamento
sia la presenza di ambiti naturali (zone umide Ramsar e Delta del Po)
e di beni storici e architettonici di valenza internazionale.
I principali temi ambientali di indirizzo per l’area riguardano
il rispetto delle politiche in materia di valutazione di impatto ambientale,
prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento (IPPC), grandi rischi
industriali, limitazione degli inquinamenti, corretta gestione dei rifiuti,
tutela degli habitat naturali, certificazione ambientale volontaria dei
siti produttivi (EMAS) e monitoraggio ambientale.
Tre le principali modalità d’impatto ambientale
positivo per questa misura si può auspicare che gli inquinanti
generati dagli insediamenti produttivi vengano limitati grazie alla realizzazione
di dotazioni ecologiche ed ambientali. Le dotazioni possono essere volte
in particolare alla tutela e risanamento dell'aria e dell'acqua ed alla
prevenzione del loro inquinamento, alla gestione integrata del ciclo idrico,
alla riduzione dell'inquinamento acustico ed elettromagnetico, al mantenimento
della permeabilità dei suoli (o al contenimento della impermeabilizzazione
dei suoli e ala dotazione di spazi idonei alla ritenzione e al trattamento
delle acque meteoriche, al loro riuso o rilascio in falda o nella rete
idrica superficiale), al riequilibrio ecologico dell'ambiente insediato,
alla raccolta differenziata dei rifiuti, alla ricostituzione nell'ambito
insediato di reti ecologiche di connessione naturale, a preservare o migliorare
le caratteristiche meteoclimatiche locali. Le azioni a finanziamento possono
anche favorire studi e ricerche in materia di compatibilità ambientale
rivolti soprattutto all’area orientale, ad esempio relativi alla riorganizzazione
nel trasporto delle merci ed alla riduzione dei traffici stradali, oppure
alla riduzione dei rischi di esondazione ed ingressione marina. Il miglioramento
delle strutture turistiche potrebbe favorire i moderni sistemi di gestione
del turismo sostenibile a basso impatto ambientale, magari basati su sistemi
di gestione ambientale (EMAS, ISO 14000). Inoltre la connotazione ambientale
degli interventi potrebbe risiedere nella diffusione telematica di informazioni
affidabili ed aggiornate sugli indicatori di controllo ambientale dell’area.
Questi indicatori, di riferimento per il monitoraggio delle azioni, descriveranno
soprattutto i temi dell’energia, gli acquedotti, la gestione reflui e
gli inquinamenti idrici, l’atmosfera, il clima, la gestione rifiuti, i
rischi naturale e antropico, i trasporti, la natura e la biodiversità.
E' evidente che lo sviluppo delle azioni relative a questa
misura può provocare l'aumento di alcune pressioni ambientali.
Pertanto il principale obiettivo delle attività programmatiche
tenderà soprattutto alla mitigazione delle interferenze antropiche
sugli elementi di naturalità, alla riduzione delle pressioni ambientali
che le attività produttive possono provocare, alla realizzazione
di sistemi integrati per il monitoraggio e reporting ambientale ed i rapporti
annuali e alla riduzione dei rischi (incidenti, terreni contaminati, esondazioni).
Verranno dunque prioritariamente selezionati progetti che perseguono criteri
di integrazione con le aree ecologicamente attrezzate, rispettano le soglie
di emissione di inquinanti, risparmiano soprattutto l'energia proveniente
da fonti non rinnovabili e le risorse idriche. Saranno pure favoriti i
siti produttivi che avvieranno l’implementazione di processi di certificazione
ambientale (EMAS, ISO 14000).
DOCUP: OBIETTIVO 2 DELL’EMILIA-ROMAGNA
– ASSE 2: PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA PER LO SVILUPPO LOCALE
MISURA: 2.1, PROGRAMMA DI SVILUPPO AREA
ORIENTALE
|
OBIETTIVI SPECIFICI
|
STIMA DELL’INCIDENZA AMBIENTALE
|
OBIETTIVI OPERATIVI AMBIENTALI
|
PRINCIPALI TEMI AMBIENTALI
|
DISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE ENTRO LE MISURE
|
INDICATORI AMBIENTALI PRIORITARI
|
- Consolidare il tessuto industriale
- Rafforzamento della funzione logistica
- Rafforzare il rapporto mondo della ricerca-imprese
- Tutela e valorizzazione ambientale
- Qualificazione e diversificazione dell'offerta turistica
|
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI POSITIVE
- Limitazione d’inquinanti generati da aree produtt.
- Incremento di R&S in materia di compatibilità amb.
di sistemi territoriali
- Miglioramenti nella gestione rifiuti
- Riequilibrio modale nel trasporto merci e riduzione traffici
stradali
- Riduzione rischi di esondazione ed ingressione marina
- Incremento sistemi di turismo sostenibile
- Diffusione di sistemi di gestione ambientale (EMAS, ISO 14000)
- Diffusione telematica di informazioni ambientali affidabili
ed aggiornate
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI NEGATIVE
- Incremento di alcune pressioni amb. o di nuovi impatti negativi
in ecosistemi sensibili
|
Riduzione 1% delle seguenti pressioni ambientali (nell’anno 2006
rispetto al 1999):
- vicinanza ad ecosistemi o paesaggi sensibili (tutele di valenza
internaz.)
- occupazione/vicinanza a beni storici ed architett. (tutele valenza
internaz.)
- traffico stradale
- terreni contaminati
- subsidenza
- inquinamento atmosf.
- frammentazione dell'ecomosaico naturale
- inquinam. Acque superif.
- erosioni costiere
- produz di rumore
- emungimenti fluidi
- ingress. Marina in falda
- rischio incid. rilevante
- occupaz. zone esondabili
- produz. rifiuti
Sistemi integrati per il monitoraggio amb. e rapporti amb. annuali:
100% delle aree.
Riduzione 10% delle aree a rischio per dissesto idrogeolog. o per
terreni contaminati (nel 2006 rispetto al 1999)
|
- Inquinamento acque sup. (dir.91/676/CEE nitrati)
- Inquinamento atmosf. (dir. 96/62/CE e 99/30/EC)
- Gestione dei rifiuti (dirett. 75/442/CEE e 91/689/CEE)
- Tutela di habitat naturali (dirett. 92/43/CEE su habitat d’importanza
comunitaria)
- Certificazione amb. volontaria dei siti produttivi (regolamento
EMAS 93/1836/CEE)
- Certificazione dei prodotti (regolamento 880/92/CEE su ecolabel)
- Valutazione impatto amb. (dirett. 85/337/CEE e 97/11/CE)
- Prevenzione e riduz. integrata dell’inquinamento (direttiva
96/61/CE IPPC)
- Rischi (dir. 96/82/CEE SevesoII; dir.67/548/CEE su etichettatura
sostanze pericolose)
- Monitoraggio ambientale (direttiva 90/313/CEE su accesso a informaz.
amb.)
|
Integrazione delle azioni con aree ecologicamente attrezzate (LR
20/2000)
Rispetto soglie emissione inquinanti definite in politiche ambientali
regionali, nazionali e comunitarie
Risparmi energia non rinnovabili
Risparmi idrici
Implementazione di processi di certificazione ambientale
Rispetto d’eventuali prescrizioni di VIA o IPPC
- Integrazione con azioni relative alle misure 1.1, 1.6
|
Sistema integrato di indicatori DPSIR per i seguenti temi:
- energia
- acquedotti, gestione reflui e inquinamenti idrici
- atmosfera e clima
- gestione rifiuti
- rischi naturale e antropico
- trasporti
- natura e biodiversità
|
Misura 2.2, programma di interventi dell'area appenninica
obiettivo 2 ed a sostegno transitorio.
I problemi in questa area appenninica sono principalmente
legati al territorio montano e cioè al dissesto idrogeologico (per
cause endogene ed abbandono delle pratiche di difesa dei suoli), alla
morfologia complessa (p.e. presenza significativa di infrastrutture viarie)
ed alla difficoltà di conferimento dei rifiuti e reflui ad impianti
di trattamento e smaltimento.
I rischi ai quali queste zone sono sottoposte sono il
pericolo di frane ed erosioni, la poca compatibilità di alcuni
insediamenti e alcune zone a rischio sismico elevato.
Non mancano però a questa zona i punti di forza
e le opportunità; infatti, il territorio è caratterizzato
da una buona biodiversità di particolare pregio naturalistico,
paesaggi caratteristici, buon clima, rinaturazione spesso spontanea di
alcune zone abbandonate e vicinanza a zone densamente abitate di pianura
che spesso richiedono una domanda di ambiente naturale per tali aree.
I principali temi ambientali di indirizzo per l’area riguardano
il rispetto delle politiche in materia di valutazione di impatto ambientale,
limitazione degli inquinamenti, corretta gestione dei rifiuti, tutela
degli habitat naturali e monitoraggio ambientale.
Tre le principali modalità d’impatto ambientale
positivo per questa misura si può auspicare che il miglioramento
delle strutture turistiche favorisca i moderni sistemi di gestione del
turismo sostenibile a basso impatto ambientale, magari basati su sistemi
di gestione ambientale (EMAS, ISO 14000) e che gli inquinanti generati
dagli insediamenti vengano limitati grazie alla realizzazione di dotazioni
ecologiche ed ambientali. Le dotazioni possono essere volte in particolare
alla tutela e risanamento dell'acqua ed alla prevenzione del loro inquinamento,
alla gestione integrata del ciclo idrico, alla riduzione dei rischi di
erosione di suoli e frane, alla raccolta differenziata e alla migliore
gestione dei rifiuti. Inoltre, la connotazione ambientale degli interventi
potrebbe risiedere nella diffusione telematica di informazioni affidabili
ed aggiornate sugli indicatori di controllo ambientale dell’area. Questi
indicatori, di riferimento per il monitoraggio delle azioni, descriveranno
soprattutto i temi dell’energia, gli acquedotti, la gestione reflui e
gli inquinamenti idrici, l’atmosfera, il clima, la gestione rifiuti, i
rischi naturale e antropico, i trasporti, la natura e la biodiversità.
E' evidente che lo sviluppo delle azioni relative a questa
misura può provocare l'aumento di alcune pressioni ambientali o
di impatti negativi in ecosistemi sensibili. Pertanto il principale obiettivo
delle attività programmatiche tenderà soprattutto alla mitigazione
delle interferenze antropiche sugli elementi di naturalità, alla
riduzione delle pressioni ambientali che le attività produttive
possono provocare, alla realizzazione di sistemi integrati per il monitoraggio
e reporting ambientale ed i rapporti annuali e alla riduzione dei rischi
(terreni contaminati o dissesto idrogeologico). Verranno dunque prioritariamente
selezionati progetti che perseguono criteri di integrazione con le aree
ecologicamente attrezzate, rispettano le soglie di emissione di inquinanti
e le prescrizioni di VIA o IPPC, risparmiano soprattutto l'energia proveniente
da fonti non rinnovabili e le risorse idriche. Saranno pure favoriti i
siti produttivi che avvieranno l’implementazione di processi di certificazione
ambientale (EMAS, ISO 14000).
DOCUP: OBIETTIVO 2 DELL’EMILIA-ROMAGNA
– ASSE 2: PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA PER LO SVILUPPO LOCALE
MISURA: 2.2, PROGRAMMA DI INTERVENTI DELL’AREA
APPENNINICA OBIETTIVO 2 ED A SOSTEGNO TRANSITORIO
|
OBIETTIVI SPECIFICI
|
STIMA DELL’INCIDENZA AMBIENTALE
|
OBIETTIVI OPERATIVI AMBIENTALI
|
PRINCIPALI TEMI AMBIENTALI
|
DISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE ENTRO LE MISURE
|
INDICATORI AMBIENTALI PRIORITARI
|
- Integrazione e sviluppo dell'offerta turistica
- Tutela e valorizzazione ambientale
- Promuovere l'imprenditorialità in nuovi servizi e telelavoro
- Migliorare la qualità e l'accesso ai servizi
- Consolidare e riqualificare le attività esistenti
|
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI POSITIVE
- Incremento sistemi di turismo sostenibile
- Riduzione rischi di erosione suoli e frane
- Limitazione d’inquinanti generati da aree produtt. esistenti
- Miglioramenti nella gestione rifiuti
- Diffusione telematica di informazioni ambientali affidabili
ed aggiornate
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI NEGATIVE
- Incremento di alcune pressioni amb. o di nuovi impatti negativi
in ecosistemi sensibili
|
Riduzione 1% delle seguenti pressioni ambientali delle aree produttive
(nell’anno 2006 rispetto al 1999):
- occupazione/vicinanza di infrastrutture ad ambienti e paesaggi
sensibili (tutele di valenza internazionale; frane ed erosioni)
- riduzione biodiversità
Realizzazione di sistemi integrati per il monitoraggio amb. e di
rapporti amb. annuali: 100% delle aree produttive
Riduzione 10% delle aree a rischio per dissesto idrogeologico o
per terreni contaminati (nel 2006 rispetto al 1999)
|
- Gestione dei rifiuti (dirett. 75/442/CEE e 91/689/CEE)
- Inquinamento acque sup. (dir.91/676/CEE nitrati)
- Tutela di habitat naturali (dirett. 92/43/CEE su habitat d’importanza
comunitaria)
- Valutazione di impatto ambientale (direttive 85/337/CEE e 97/11/CE)
- Monitoraggio ambientale (direttiva 90/313/CEE su accesso a informaz.
amb.)
|
Integrazione delle azioni con aree ecologicamente attrezzate (LR
20/2000)
Rispetto soglie emissione inquinanti definite in politiche ambientali
regionali, nazionali e comunitarie
Risparmi energia non rinnovabili
Risparmi idrici
Implementazione di processi di certificazione ambientale
Rispetto d’eventuali prescrizioni di VIA o IPPC
Integrazione con azioni relative alle misure 1.1, 1.6
|
Sistema integrato di indicatori DPSIR per i seguenti temi:
- energia
- acquedotti, gestione reflui e inquinamenti idrici
- clima
- gestione rifiuti
- rischi naturale e antropico
- trasporti
- natura e biodiversità
|
Misura 2.3, programma di intervento dell'area sostegno
transitorio della pianura.
I problemi in questa area sono principalmente legati all'aumento
dell'inquinamento atmosferico e delle acque superficiali, della produzione
di rifiuti e alla presenza di terreni contaminati e di zone esondabili
(accentuate dal fenomeno di subsidenza). L'antropizzazione dell'area di
Carpi-Correggio rischia di frammentare l'ecomosaico naturale, sottraendo
spazi vitali alla biocenosi, e di aumentare la globalizzazione, cioè
la delocalizzazione degli interessi e delle politiche di tutela ambientale.
I punti di forza e le opportunità di questa zona,
d'altra parte, sono sia lo sviluppo della rete di servizi e di operatori
ambientali, fenomeno indotto dalla presenza dei distretti produttivi,
sia la possibilità di rinaturazione di zone umide e corridoi ecologici.
I principali temi ambientali di indirizzo per l’area riguardano
il rispetto delle politiche in materia di valutazione di impatto ambientale,
prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento (IPPC), grandi rischi
industriali, limitazione degli inquinamenti, corretta gestione dei rifiuti,
tutela degli habitat naturali, certificazione ambientale volontaria dei
siti produttivi (EMAS) e monitoraggio ambientale.
Tre le principali modalità d’impatto ambientale
positivo per questa misura si può auspicare che gli inquinanti
generati dagli insediamenti produttivi vengano limitati grazie alla realizzazione
di dotazioni ecologiche ed ambientali. Le dotazioni possono essere volte
in particolare alla tutela e risanamento dell'aria e dell'acqua ed alla
prevenzione del loro inquinamento, alla gestione integrata del ciclo idrico,
alla riduzione dell'inquinamento acustico ed elettromagnetico, al mantenimento
della permeabilità dei suoli (o al contenimento della impermeabilizzazione
dei suoli e ala dotazione di spazi idonei alla ritenzione e al trattamento
delle acque meteoriche, al loro riuso o rilascio in falda o nella rete
idrica superficiale), al riequilibrio ecologico dell'ambiente insediato,
alla raccolta differenziata dei rifiuti, alla ricostituzione nell'ambito
insediato di reti ecologiche di connessione naturale, a preservare o migliorare
le caratteristiche meteoclimatiche locali. Le azioni a finanziamento possono
anche favorire studi e ricerche in materia di compatibilità ambientale
rivolti soprattutto all’area orientale, ad esempio relativi alla riorganizzazione
nel trasporto delle merci ed alla riduzione dei traffici stradali, oppure
alla riduzione dei rischi di esondazione ed ingressione marina. Inoltre
la connotazione ambientale degli interventi potrebbe risiedere nella diffusione
telematica di informazioni affidabili ed aggiornate sugli indicatori di
controllo ambientale dell’area. Questi indicatori, di riferimento per
il monitoraggio delle azioni, descriveranno soprattutto i temi dell’energia,
gli acquedotti, la gestione reflui e gli inquinamenti idrici, l’atmosfera,
il clima, la gestione rifiuti e i rischi naturale e antropico.
Il principale obiettivo delle attività programmatiche
tenderà soprattutto alla mitigazione delle interferenze antropiche
sugli elementi di naturalità, alla riduzione delle pressioni ambientali
che le attività produttive possono provocare, alla realizzazione
di sistemi integrati per il monitoraggio e reporting ambientale ed i rapporti
annuali e alla riduzione dei rischi (incidenti, terreni contaminati, esondazioni).
Verranno dunque prioritariamente selezionati progetti che perseguono criteri
di integrazione con le aree ecologicamente attrezzate, rispettano le soglie
di emissione di inquinanti, risparmiano soprattutto l'energia proveniente
da fonti non rinnovabili e le risorse idriche. Saranno pure favoriti i
siti produttivi che avvieranno l’implementazione di processi di certificazione
ambientale (EMAS, ISO 14000).
DOCUP: OBIETTIVO 2 DELL’EMILIA-ROMAGNA
– ASSE 2: PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA PER LO SVILUPPO LOCALE
MISURA: 2.3, PROGRAMMA DI INTERVENTO DELL’AREA
SOSTEGNO TRANSITORIO DELLA PIANURA
|
OBIETTIVI SPECIFICI
|
STIMA DELL’INCIDENZA AMBIENTALE
|
OBIETTIVI OPERATIVI AMBIENTALI
|
PRINCIPALI TEMI AMBIENTALI
|
DISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE ENTRO LE MISURE
|
INDICATORI AMBIENTALI PRIORITARI
|
- Promuovere l’innovazione tecnologica e la diversificazione produttiva
- Qualificazione ambientale
- Favorire l’integrazione di lavoratori immigrati
|
POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI POSITIVE
- Limitazione d’inquinanti generati da aree produtt.
- Incremento di R&S in materia di compatibilità amb.
di sistemi territoriali
- Miglioramenti nella gestione rifiuti
- Riduzione rischi di esondazione
- Diffusione di sistemi di gestione ambientale (EMAS, ISO 14000)
- Diffusione telematica di informazioni ambientali affidabili
ed aggiornate
|
Riduzione 1% delle seguenti pressioni ambientali delle attività
produttive (nell’anno 2006 rispetto al 1999):
- occupazione/vicinanza ad ecosistemi o paesaggi sensibili (tutele
di valenza internazionale; suoli fertili; rete corsi d'acqua e
canali)
- terreni contaminati
- frammentazione dell'ecomosaico naturale
- inquinamento acque superficiali
- occupazione zone esondabili
Realizzazione di sistemi integrati per il monitoraggio amb. e di
rapporti amb. annuali: 100% delle aree produttive
Riduzione 10% delle aree a rischio per esondazione o per terreni
contaminati (nel 2006 rispetto al 1999)
|
- Inquinamento acque sup. (dir.91/676/CEE nitrati)
- Gestione dei rifiuti (dirett. 75/442/CEE e 91/689/CEE)
- Inquinamento atmosf. (dir. 96/62/CE e 99/30/EC)
- Certificazione amb. volontaria dei siti produttivi (regolamento
EMAS 93/1836/CEE)
- Certificazione dei prodotti (regolamento 880/92/CEE su ecolabel)
- Valutazione impatto amb. (dirett. 85/337/CEE e 97/11/CE)
- Prevenzione e riduz. integrata dell’inquinamento (direttiva
96/61/CE IPPC)
- Rischi (dir. 96/82/CEE SevesoII; dir.67/548/CEE su etichettatura
sostanze pericolose)
- Monitoraggio ambientale (direttiva 90/313/CEE su accesso a informaz.
amb.)
|
Integrazione delle azioni con aree ecologicamente attrezzate (LR
20/2000)
Rispetto soglie emissione inquinanti definite in politiche ambientali
regionali, nazionali e comunitarie
Risparmi energia non rinnovabili
Risparmi idrici
Implementazione di processi di certificazione ambientale
Rispetto d’eventuali prescrizioni di VIA o IPPC
Integrazione con azioni relative alle misure 1.1, 1.6
|
Sistema integrato di indicatori DPSIR per i seguenti temi:
- energia
- acquedotti, gestione reflui e inquinamenti idrici
- atmosfera e clima
- gestione rifiuti
- rischi naturale e antropico
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DOCUP: OBIETTIVO 2 DELL’EMILIA-ROMAGNA
– ASSE 3: ASSISTENZA TECNICA
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OBIETTIVO GENERALE
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STIMA DELL’INCIDENZA AMBIENTALE
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OBIETTIVI OPERATIVI AMBIENTALI
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PRINCIPALI TEMI AMBIENTALI
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DISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE ENTRO LE MISURE
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INDICATORI AMBIENTALI PRIORITARI
|
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Favorire la efficiente realizzazione del programma
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POSSIBILI INCIDENZE AMBIENTALI POSITIVE
- Raccolta, stima e diffusione di informazioni ambientali affidabili
ed aggiornate sulla realizzazione del programma
|
Rapporti periodici sugli impatti ambientali del programma (in
itinere, ex post)
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- Monitoraggio ambientale (direttiva 90/313/CEE su accesso a informaz.
amb.)
|
Integrazione con tutte le misure del programma
|
Sistema integrato di indicatori DPSIR per i seguenti temi:
- energia
- acquedotti, gestione reflui e inquinamenti idrici
- atmosfera e clima
- gestione rifiuti
- rischi naturale e antropico
- traffico
- natura e biodiversità
|
Analisi dei principali effetti ambientali attesi
Nel seguito si riporta una matrice sintetica di impatto
delle varie misure programmate (riportate nelle colonne) in riferimento
a tutti gli obiettivi operativi ambientali che ci si prefigge di ottenere
con il programma. I simboli riportati nella matrice hanno il seguente
significato:
+++ impatto ambientale positivo molto significativo;
++ impatto ambientale positivo;
+ impatto ambientale lievemente positivo;
+/= impatto ambientale positivo o nullo;
+/- impatto ambientale incerto
In pratica la matrice sintetizza i contenuti delle schede
di valutazione di ciascuna misura a finanziamento. Dalla sintesi si evince
che la maggiore enfasi ambientale del programma nell'area orientale viene
riposta nella misura 1.6 (sviluppo di attività di consorzi e società
consortili tra P:M:I: e di consorzi misti pubblico-privati) e nell'asse
2 (programmazione negoziata per lo sviluppo locale, differenziata per
le tre aree a finanziamento con le misure 2.1, 2.2 e 2.3). Gli obiettivi
del programma devono comunque essere affrontati in modo integrato in modo
più o meno diretto da tutte le misure. Ad esempio il riequilibrio
modale dei trasporti può essere raggiunto con azioni coordinate
in seno a più misure, in sintonia con gli indirizzi stabiliti del
Piano regionale dei trasporti (PRIT '98). Un obiettivo operativo incerto
da conseguire riguarda la "limitazione della frammentazione dell'ecomosaico
naturale", per cui sarebbe certamente utile un disegno, di scala sovra-comunale
(p.e. una specificazione tematica del Piano territoriale paesistico regionale),
capace sia di ordinare la gerarchia dei corridoi ecologici sia di riconnettere
il più possibile i siti naturali isolati sia di integrare i progetti
di finanziamento all'interno di un disegno di valenza territoriale. In
qualche caso si rileva la possibilità di impatti ambientali negativi,
soprattutto in riferimento alle azioni 1.1 ed 12. (sviluppo delle attività
produttive e investimenti aziendali). E' soprattutto in questi casi che
la valutazione ed il monitoraggio ambientale dei progetti ammessi a finanziamento
consentiranno di limitare/mitigare eventuali prestazioni negative del
programma.
Matrice d’impatto ambientale per l’area orientale
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OBIETTIVI OPERATIVI AMBIENTALI
|
1.1, SVILUPPO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
|
1.2, INVESTIMENTI AZIENDALI
|
1.4, SVILUPPO DELLE ATTIVTA’ NEL
LAVORO AUTONOMO E NELLE NUOVE PROFESSIONI
|
1.5, START UP D’IMPRESE INNOVATIVE
|
1.6, SVILUPPO ATTIVITA’ DI CONSORZI
E SOCIETA’ CONSORTILI TRA P.M.I. E DI CONSORZI MISTI PUBBLICO-PRIVATI
|
1.7, SVILUPPO E RIQUALIFICAZIONE
DELLE IMPRESE TURISTICHE
|
1.8, SVILUPPO DELLE IMPRESE DELL’ECONOMIA
SOCIALE
|
2.1, PROGRAMMA DI SVILUPPO AREA ORIENTALE
|
ASSISTENZA TECNICA
|
|
Tutela e valorizzazione di ambiti naturali di valenza
internazionale
|
+/=
|
+/=
|
++
|
+/=
|
++
|
+/=
|
+/=
|
+++
|
+
|
|
Tutela e valorizzazione di beni storici ed architettonici
di valenza internazionale
|
|
|
++
|
+/=
|
++
|
+/=
|
+/=
|
+++
|
+
|
|
Riequilibrio modale nei trasporti
|
+/=
|
+/=
|
|
+/=
|
+++
|
+/=
|
|
+++
|
+
|
|
Limitazione dell’inquinamento atmosferico in zone
urbane
|
+/=
|
+/=
|
|
+/=
|
+++
|
|
|
++
|
+
|
|
Mitigazione di terreni contaminati
|
+/=
|
+/=
|
+
|
+/=
|
+++
|
|
|
+++
|
+
|
|
Controllo della subsidenza elevata in atto
|
|
|
+
|
+/=
|
+
|
|
|
++
|
+
|
|
Limitazione della frammentazione dell'eco mosaico
naturale
|
+/=
|
+/=
|
|
+/=
|
|
+/=
|
+/=
|
+
|
|
|
Limitazione dell’inquinamento dei corpi idrici superficiali
|
+/=
|
+/=
|
|
+/=
|
+
|
|
|
+++
|
+
|
|
Controllo delle erosioni costiere in atto
|
|
|
+
|
|
+
|
+/=
|
|
+++
|
+
|
|
Mitigazione della prossimità di insediamenti
ad ambienti naturali sensibili
|
+/=
|
+/=
|
+
|
+/=
|
++
|
+/=
|
|
++
|
+
|
|
Limitazione del rumore in aree urbane
|
+/=
|
+/=
|
+
|
+/=
|
+
|
+/=
|
+/=
|
++
|
+
|
|
Limitazione dell’ingressione marina in falda
|
+/=
|
|
|
+/=
|
+
|
+/=
|
|
++
|
|
|
Controllo delle attività industriali a rischio
di incidente rilevante
|
+/=
|
+/=
|
++
|
|
+
|
|
|
+++
|
+
|
|
Limitazione delle zone esondabili (accentuate dal
fenomeno della subsidenza)
|
|
|
+
|
|
|
|
|
++
|
+
|
|
Riduzione degli emungimenti di fluidi dalle falde
|
+/=
|
+/=
|
|
|
+
|
+/=
|
|
++
|
+
|
|
Limitazione dei trend di crescita nella produzione
dei rifiuti
|
+/=
|
+/=
|
++
|
+/=
|
+++
|
+/=
|
+/=
|
+++
|
+
|
|
Limitazione dell’inquinamento atmosferico
|
+/=
|
+/=
|
|
+/=
|
++
|
+/=
|
|
++
|
+
|
|
Informare sullo stato dell’ambiente locale
|
+/=
|
+/=
|
+
|
+/=
|
++
|
+/=
|
+/=
|
+++
|
++
|
Matrice d’impatto ambientale per l’area appenninica e
l’area appenninica a sostegno transitorio
|
|
1.1, SVILUPPO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
|
1.2, INVESTI
MENTI AZIENDALI
|
1.3, INNOVAZIONE E QUALI
FICAZIONE IMPREN
DITORIALE DELLE IMPRESE ARTIGIANE E DELLA MINORE IMPRESA
|
1.4, SVILUPPO DELLE ATTIVTA’ NEL
LAVORO AUTONOMO E NELLE NUOVE PROFESSIONI
|
1.5, START UP D’IMPRESE INNOVATIVE
|
1.6, SVILUPPO ATTIVITA’ DI CONSORZI
E SOCIETA’ CONSORTILI TRA P.M.I. E DI CONSORZI MISTI PUBBLICO-PRIVATI
|
1.7, SVILUPPO E RIQUALI
FICAZIONE
DELLE IMPRESE TURISTICHE
|
1.8, SVILUPPO DELLE IMPRESE DELL’ECONOMIA
SOCIALE
|
2.2, PROGRAMMA DI INTERVENTI DELL’AREA
APPENNINICA OBIETTIVO 2 ED A SOSTEGNO TRANSITORIO
|
ASSISTENZA TECNICA
|
|
Riqualificazione del sistema delle infrastrutture
ambientali
|
+/=
|
+/=
|
+/=
|
++
|
+/=
|
+++
|
+/=
|
|
+++
|
+
|
|
Valorizzazione delle buone condizioni climatiche
|
+/=
|
+/=
|
|
|
+/=
|
+
|
|
|
+
|
+
|
|
Valorizzazione e tutela della biodiversità
(elevata in alcuni ambiti di particolare pregio)
|
+/=
|
+/=
|
|
++
|
+/=
|
+
|
+/=
|
|
++
|
+
|
|
Incremento della rinaturalizzazione (spesso spontanea)
di aree abbandonate
|
+/-
|
+/=
|
+/=
|
+
|
+/=
|
++
|
+/=
|
|
++
|
+
|
|
Valorizzazione dei paesaggi caratteristici (elementi
naturali e storici riconoscibili)
|
+/=
|
|
+/=
|
+
|
+/=
|
+
|
+/=
|
+/=
|
++
|
+
|
|
Valorizzazione della vicinanza di elementi naturali
a zone Padane (alta domanda amb.)
|
+/=
|
+/=
|
+/=
|
++
|
+/=
|
+
|
+/=
|
|
+++
|
+
|
|
Integrazione delle infrastrutture in territori a
morfologia complessa
|
+/-
|
+/-
|
+/=
|
|
+/=
|
+++
|
+/=
|
|
++
|
+
|
|
Superamento delle difficoltà di conferimento
rifiuti e reflui ad impianti
|
+/=
|
+/=
|
|
+
|
+/=
|
| |