DocUP 2000/2006 Regione Emilia Romagna

Torna indietro

  1. Partenariato, addizionalità, rispetto delle politiche comunitarie
  2.  

    1. Partenariato e concertazione

Il dialogo con le parti sociali ed economiche e con gli Enti locali per l’impostazione e realizzazione di politiche regionali di sviluppo socio-economico costituisce in Emilia-Romagna una prassi consolidata da tempo.

Tale prassi è stata istituzionalizzata attraverso due importanti strumenti attivati dalla Regione Emilia-Romagna: il CRAL (Conferenza Regionale delle Autonomie Locali) ed il CREL (Conferenza Regionale dell’Economia e Lavoro) istituiti dalla L.R. n. 3/99 "Riforma del. sistema regionale e locale"

La prima è costituita da:

  • le nove province
  • i nove comuni capoluogo
  • i quattro comuni con più di 50.000 abitanti
  • le due associazioni intercomunali con più di 50.000 abitanti
  • 13 tra i comuni con meno di 50.000 abitanti

La seconda è costituita dalle rappresentanze del mondo del lavoro e dell'economia ed in particolare da:

  • Unione regionale delle Camere di Commercio
  • Confartigianato
  • Confederazione Italiana Agricoltori
  • Confagricoltura Emilia-Romagna
  • Federazione regionale coltivatori diretti
  • Comitato regionale Confesercenti
  • Confcommercio
  • Federindustria
  • Unione regionale piccole e medie imprese
  • Confcooperative
  • Associazione generale Cooperative italiane
  • Comitato regionale Lega nazionale cooperative mutue
  • Comitato regionale Confederazione nazionale artigianato
  • Federazione regionale CLAAI
  • CGIL
  • CISL
  • UIL

Sono inoltre invitati permanenti

  • ERVET
  • CISPEL

La Regione Emilia-Romagna avvia quindi il dialogo e riceve indicazioni dalle rappresentanze partecipanti a questi due istituti di confronto tra autorità regionale, autonomie locali e parti socio-economiche.

Così come per i precedenti periodi di programmazione dei Fondi strutturali (obiettivo 2 e 5b, anche in occasione della programmazione del DocUP Obiettivo 2 per il periodo 2000-2006, la Regione Emilia-Romagna ha attivato questi meccanismi di confronto.

L’attivo coinvolgimento delle parti sociali e degli Enti Locali si è svolto lungo una serie di tappe, di seguito riassunte.

Un primo momento di confronto è stato attivato in relazione alla definizione delle aree del territorio regionale da candidare nel periodo di programmazione 2000-2006 dell’Obiettivo 2. Gli incontri, tenuti nell’ambito degli strumenti di concertazione sopra indicati si sono tenuti il 30 aprile 1999 (CREL) e nel mese di giugno anche con la Conferenza Regionale per le Autonomie Locali (per la precisione nei giorni 2,3 e 17). Nel mese di luglio 1999 la Regione ha presentato agli interlocutori una prima ipotesi di impostazione integrata dei Fondi Strutturali: Obiettivo 2, Obiettivo 3 e Piano di Sviluppo Rurale (oltre ai Programmi di Iniziativa Comunitaria). A questo proposito gli incontri si sono tenuti nel mese di luglio 1999.

Sulla base di questa prima tappa, successivamente, è stato presentato alla discussione con le parti sociali e gli Enti Locali il documento " Quadro di riferimento ed orientamenti per un utilizzo coordinato dei Fondi dell’Unione Europea per il periodo di programmazione 2000-2006", attraverso il quale la Regione Emilia-Romagna ha presentato il proprio orientamento all’utilizzo integrato non solo dei Fondi strutturali ma dell’insieme delle politiche regionali finalizzate allo sviluppo durevole e sostenibile del territorio.

Verso la fine del 1999 e nei primi mesi del 2000 ha avuto luogo la discussione con le parti sociali del documento "Prime indicazioni per la predisposizione del DocUP delle zone Obiettivo 2 dell’Emilia-Romagna per il periodo di programmazione 2000-2006".

Il documento, che conteneva una base di partenza per lo sviluppo successivo del Programma, è stato diffuso alle rappresentanze regionali e locali delle associazioni di categoria, al mondo camerale, alle rappresentanze sindacali ecc. ed è stato oggetto di discussione anche nell’ambito del CREL e del CRAL, oltre ad incontri mirati avuti con UNCEM (Unione Nazionale Comunità Montane) e le singole Province (gli incontri si sono tenuti il 30 aprile, 2 e 17 giugno, 15 luglio 1999 ) per verificare con Comuni, Province e Comunità Montane la coerenza della strategia proposta.

Contestualmente, sono stati tenuti incontri per la definitiva indicazione delle zone eleggibili e per l’identificazione delle porzioni di territorio regionale da candidare in deroga all’articolo 87.3.c del Trattato. Questi incontri, tenuti sempre in seno al CREL e al CRAL, hanno avuto luogo nel mese di gennaio e febbraio 2000.

Sulla base degli incontri tenuti e del lavoro svolto dai gruppi di lavoro interni alla Regione, si è giunti ad una avanzata definizione dell’analisi del quadro regionale e della strategia del DocUP Obiettivo 2, che è stato presentato ed è stato oggetto di riflessioni e suggerimenti in occasione di incontri tenuti con le rappresentanze di Enti locali e territoriali (Province e Comunità Montane) e con i rappresentanti delle parti socio-economiche, tenutisi rispettivamente in data 25 e 26 ottobre 2000 presso gli uffici della Regione Emilia-Romagna.

Infine è stato effettuato un ultimo incontro di verifica con il CREL il giorno 13 novembre 2000.

Il confronto costante e permanente con i rappresentanti delle parti socio-economiche e degli Enti locali verrà mantenuto, come già descritto sopra, nell’ambito dei processi gestionali e procedurali del DocUP.

In particolare nella definizione della composizione del Comitato di Sorveglianza si terrà conto dell'esperienza della programmazione precedente, che ha visto la partecipazione puntuale e costruttiva di tutti i componenti e dove era stata assegnato adeguato rilievo alla componente pubblica e privata

Inoltre l'impostazione del Docup stesso, che vede affidata la metà delle risorse totali previste alla programmazione negoziata per lo sviluppo locale, contiene l'imprescindibile necessità di attivare strumenti specifici locali di concertazione tramite i quali definire gli elementi di programmazione, di progettazione, di attuazione, di verifica e di controllo.

 

 

6.2 Il rispetto delle politiche comunitarie

Ai sensi dell'articolo 12 del Regolamento (CE) n.1260/99, le azioni del DocUP, oggetto di cofinanziamento dei Fondi strutturali, devono essere conformi alle disposizioni dei trattati e della legislazione comunitaria emanata in virtù dei medesimi, nonché alle politiche comunitarie. La conformità viene verificata con particolare riferimento a:

  • le regole della concorrenza;
  • la stipula degli appalti;
  • la protezione e il rispetto dell'ambiente;
  • il rispetto delle pari opportunità.

Particolare attenzione è posta dalla Regione al rispetto delle norme per l’aggiudicazione di appalti di opere pubbliche e servizi: il rispetto, oltre ad essere garantito dalle relative norme legislative nazionali, scaturirà dalla puntuale verifica procedurale che gli organismi di controllo regionali opereranno nei confronti dei soggetti attuatori e beneficiari degli interventi.

In maniera analoga si opererà per verificare che siano rigorosamente applicate, nelle operazioni oggetto di finanziamento, la conformità alle disposizioni che dettano regole in materia di concorrenza.

Nel contesto di una visione integrata degli interventi e delle azioni da avviare con il DocUP, il rispetto del principio di pari opportunità richiede la predisposizione di interventi specifici tesi alla riduzione degli ostacoli che ancora permangono al fine di garantire pari opportunità nell'accesso ai benefici previsti dal DocUP.

Il rispetto del principio dovrà realizzarsi all’interno non solo del quadro generale delle politiche del lavoro con particolare riferimento alle azioni del POR Obiettivo 3, ma anche di quanto previsto nel complesso delle strategie finalizzate alla completa valorizzazione delle potenzialità presenti nel territorio dell’Emilia-Romagna; riconoscendo in particolare in tali azioni l’esigenza di attuare specifici strumenti di intervento nei confronti di particolari categorie di potenziali beneficiari.

Ricercare la sostenibilità ambientale nell’attuazione di tutti gli interventi di sviluppo è una delle finalità del DocUP. La strategia complessiva non solo riconosce questo principio, ma assegna alla valorizzazione del patrimonio ambientale – inteso nell’accezione più ampia, comprensiva delle componenti sia naturali sia paesaggistiche e storico-culturali – un ruolo rilevante specie vegetali e animali, dei boschi, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, più forti o nuovi sistemi di attività economiche.

 

 

6.3 Addizionalità

Così come indicato nel Reg. (CE) 1260/99 all’articolo 11, gli stanziamenti dei Fondi Strutturali non possono sostituirsi alle spese a finalità strutturale pubblica o assimilabili dello Stato membro, al fine di assicurare un reale impatto economico degli interventi.

Nel corso del periodo di programmazione 2000-2006, l’addizionalità è sottoposta a livello territoriale a tre verifiche:

  • verifica ex ante, che funge da quadro di riferimento per l’intero periodo di programmazione
  • verifica intermedia entro tre anni dall’approvazione del DocUP, a seguito della quale, qualora si verifichino significativi scostamenti rispetto alla verifica ex ante, Commissione e Stato membro possono concordare una revisione delle spese
  • verifica finale, prevista dal Reg. (CE) 1260/99 entro il 31 dicembre 2005.