|
R.R. 3.1 Assenza di emissioni dannose
I materiali costituenti gli elementi tecnici che delimitano spazi
chiusi di fruizione dell'utenza (pareti perimetrali, pareti interne,
pareti mobili, solai, pavimenti anche galleggianti, controsoffitti,
porte, ecc.) e gli impianti di fornitura servizi, in particolare
l'impianto idrosanitario, non devono emettere gas, sostanze aeriformi,
polveri o particelle dannose per gli utenti, sia in condizioni normali
che in condizioni critiche (ad esempio: sotto l'azione di elevate
temperature, di irragiamento diretto, o per impregnazione d'acqua).
Specifica di prestazione
Campo di applicazione: tutte le destinazioni
Livello di prestazione
Il requisito si intende soddisfatto se la concentrazione di formaldeide
libera nell'aria, potendo essere considerato elemento tracciante
principale della presenza di altre sostanze inquinanti, risulta
inferiore a 0,1 mg/mc.
Il valore rilevato dovrà essere riportato in una scheda
destinata all'utente finale dell'edificio, in cui siano compresi:
- informazioni in grado di caratterizzare il problema dell'inquinamento
da VOC (componenti organici volatili) anche in relazione agli elementi
di arredo;
- indicazioni su una corretta ventilazione dei locali.
Per tutti gli edifici, in caso di uso di rivestimenti sintetici
e di moquette, in una scheda destinata all'utente finale dell'edificio
dovranno essere riportati:
- informazioni sintetiche sulla natura del prodotto impiegato e
sulle modalità di posa in opera;
- informazioni relative alla durata dei prodotti impiegati sottoposti
a normali condizioni d'uso.
Metodo di verifica
La verifica viene condotta attraverso un giudizio sintetico da
parte del collaudatore, sulla base della normativa vigente, dei
criteri dettati dalla buona tecnica e del controllo della qualità
dei materiali e componenti; a giudizio del collaudatore, inoltre
è possibile ricorrere al metodo di prova in opera come di
seguito specificato.
Prova in opera
La prestazione "emissione di formaldeide" viene misurata dalla
concentrazione di questa nell'ambiente. Al fine di ottenere valori
significativi è necessario che la prova si svolga in condizioni
sufficientemente sfavorevoli rispetto a quelle di progetto eseguendo
le misure negli ambienti a porte e finestre chiuse a temperatura
ambiente; nella stagione fredda la prova va effettuata alla temperatura
massima utilizzata normalmente per lo specifico ambiente.
La concentrazione di formaldeide viene determinata mediante captazione
per adsorbimento su fiale riempite con amberlite impregnata con
2,4 - dinitrofenilidrazina. L'aspirazione d'aria viene effettuata
tramite campionatori a portata costante per 1 ora. La formaldeide
e i composti carbonilici reagiscono con il composto di cui sopra
a formare i dinitrofenilidrazoni corrispondenti che, previa eluizione
composta da HCI + Cicloesano + Diclorometano, vengono determinati
mediante cromatografia liquida ad alta pressione con rivelazione
spettrofotometrica.
Possono essere usati metodi alternativi opportunamente validati.
Riferimenti normativi
Circolare n.57 del 22.6.83 del Ministero della Sanità "Usi
della formaldeide" - Allegato.
R.R.3.2 Umidità superficiale
Negli spazi chiusi per attività principale e nelle relative
pertinenze, negli spazi chiusi di circolazione e collegamento, deve
essere assicurato un idoneo livello della temperatura di rugiada,
onde evitare:
- umidità per condestazione superficiale;
- formazione di macchie di umidità e di muffe
- danni derivanti dalle infiltrazioni d'acqua;
- condizioni insalubri ed eccessiva umidità ambientale;
- scambi termici utente-ambiente al di fuori dei limiti fisiologici;
- formazioni stabili di condensazione superficiale e relativi danni.
Specifica di prestazione
Campi di applicazione: destinazione residenziale e altre assimilabili,
spazi e locali con permanenza di persone.
Livelli di prestazione
Per quanto attiene all'umidità superficiale causata da acqua
di condensazione, è sufficiente rispettare le seguenti prescrizioni:
a) In tutti gli spazi considerati, con le sole esclusioni previste
al punto b), non è ammessa la presenza di tracce di umidità
per condensazione superficiale. La temperatura superficiale, Q
, esperssa in °C, deve risultare, ponendo particolari attenzioni
alla presenza di ponti termici:
Q i >
ti
dove:
ti = temperatura di rugiada [
°C] che può essere valutata
in due modi:
- o calcolata, con riferimento alle condizioni igrotermiche
di progetto, tramite il metodo di calcolo 1 di seguito specificato
(mediante un diagramma psicrometrico);
b) sono esclusi da questa limitazione le superfici vetrate e
gli infissi quando sia prevista la raccolta e l'evacuazione dell'acqua
eventualmente formatasi per condensazione; per tali superfici, sono
ammessi i valori di temperatura indicati in funzione dell'estensione
della superficie, nella tabella relativa al requisito R.C.3.7. Temperatura
superficiale.
E' ammessa inoltre la presenza momentanea di umidità negli
ambienti per i quali è previsto, per brevi periodi, un forte
sviluppo di vapore, quando siano previsti l'evacuazione o l'assorbimento
dell'acqua formatasi.
In ogni caso l'acqua di condensazione non deve arrecare danni permanenti.
Metodi di verifica
La determinazione del valore della temperatura superficiale Q
i, ai fini della compilazione della scheda tecnica descrittiva,
va eseguita secondo il metodo di prova in opera di seguito specificato:
in fase di progettazione, si potranno tenere in conto le indicazioni
contenute nel metodo di calcolo 2 di seguito specificato.
Prova in opera
Effetti da controllare:
- umidità superficiale.
La prestazione viene misurata dalla temperatura delle superfici,
Q i [
°C] , valutata secondo le modalità
indicate nel metodo di prova in opera indicato dalla specifica di
prestazione relativa al Requisito R.C.3.7. Temperatura superficiale
[ cfr]
.
CALCOLO 1 - Determinazione della temperatura di rugiada
Le grandezze fondamentali da prendere in considerazione nel presente
metodo di calcolo sono riportate nella tabella di fig. 1.
|
Simbolo
|
Definizione
|
Unità di misura
|
|
tip
J i
UR
|
Temperatura di progetto dell'aria interna
Temperatura superficiale interna di pareti appartenenti a
chiusure e/o partizioni
Unità relativa
|
°C
°C
%
|
fig.1
La determinazione del valore della temperatura di rugiada, tr,
può essere eseguita con l'ausilio del diagramma del diagramma
psicometrico, in funzione della temperatura di progetto dell'aria
interna tip, e del grado di umidità relativa UR.
R.R.3.3. Illuminazione artificiale
Le condizioni ambientali negli spazi per attività principale,
per attività secondaria (spazi per attività comuni,
ecc.) e nelle pertinenze devono assicurare un adeguato livello di
benessere visivo, in funzione delle attività previste.
L'illuminazione artificiale negli spazi di accesso, di circolazione
e di collegamento deve assicurare condizioni di benessere visivo
e garantire la sicurezza di circolazione degli utenti.
In tali spazi deve essere inoltre assicurato un adeguato livello
di illuminamento artificiale.
Specifica di prestazione
Campi di applicazione: spazi e luoghi di residenza e lavoro.
Livelli di prestazione
Spazi per attività principale:
Il livello di illuminamento artificiale, E, espresso in lux, deve
risultare compreso fra 50 e 300 lux negli spazi per attività
principale, in funzione delle spacifiche destinazioni d'uso degli
spazi stessi. In particolare:
spazi domestici e di soggiorno
100 lux £ E £
150 lux
(100 lux in generale, 50 lux per zona TV, 150 lux
per la zona lettura e svago)
spazi per riposo e sonno
50 lux £ E £
150 lux
(50 lux in generale, 150 lux per zona TV, 150 lux
per la zona lettura adiacente al letto)
sale da bagno
E £ 100 lux
cucine
150 lux £ E £
300 lux
(150 lux in generale, 350 lux sui piani di lavoro)
laboratori, uffici, studi, biblioteche
E £ 300 lux
Spazi per attività secondaria:
50 lux £ E £
100 lux
Spazi di circolazione e collegamento:
30 lux £ E £
150 lux
(30 lux per percorsi orizzontali esterni senza ostacoli,
50 lux per percorsi orizzontali interni senza ostacoli, 100 lux
per rampe di scale, 150 lux per ingressi e pianerottoli)
Pertinenze degli spazi per attività principale:
E £ 50 lux
Metodo di verifica
La determinazione del livello, ai fini della compilazione della
scheda tecnica descrittiva, va eseguita secondo il metodo di prova
in opera di seguito specificato; in fase di progettazione, si potranno
tenere in conto le indicazioni contenute nel metodo di calcolo di
seguito spacificato.
Prova in opera
La prestazione viene misurata dal livello di illuminamento, E [
lux] .
Attivare le sorgenti di luce artificiale disponibili e previste.
Rilevare il livello di illuminamento E tramite un lux metro posto
a 0,80m dal pavimento, alla massima distanza delle sorgenti luminase
e comunque ad almeno 0,80 m. dalle pareti, oppure, quando previsto,
direttamente sulle zone interessate (piani di lavore ecc.).
Calcolo
Il calcolo si riferisce alla determinazione della potenza elettrica
assorbita dalla sorgente luminosa, Pw [
W] , capace di garantire il soddisfacimento
del requisito.
Sono ormai disponibili, e facilmente reperibili, numerosi programmi
automatici di calcolo per l'illuminazione artificiale. E' comunque
possibile, per situazioni non particolarmente complesse, utilizzare
tale criterio di calcolo. Definito il livello di illuminamento previsto
(E) in base ai livelli di prestazione sopra indicati, è necessario
calcolare la superficie in pianta dei locali in esame (Sp), e conosce
il tipo di sorgente luminosa da impiegare e la relativa efficienza
luminosa (h L - rapporto tra il
flusso luminoso emesso nel campo delle radiazioni visibili e la
potenza assorbita: per le lampade ad incandescenza a filamento di
tungsteno l'efficienza luminosa teorica è pari a 54 Im/W,
per le lampade a vapori di sodio tale valore è pari a 200
Im/W). In funzione di tali parametri, è possibile determinare
la potenza minima della sorgente da utilizzare (Pw) per garantire
il soddisfacimento dei livelli sopra specificati, utilizzando la
forma seguente:
Sp
Pw = E · ____
h L
Per luce diffusa: Pw ·
h L
E = _________
Sp (1-R)
dove R: coefficiente di riflessione delle parti
R.R.3.4 Temperatura operante
Gli spazi chiusi per attività principale e secondaria devono
essere tali che, nella stagione fredda, in ogni loro parte sia assicurata
una temperatura operante idonea allo svolgimento delle attività
previste.
A tal fine, la temperatura operante (top °C) deve essere contenuta
entro opportuni valori.
Specifica di prestazione
Campi di applicazione: vedasi RC 3.10 temperatura aria interna.
Livelli di prestazione
Spazi chiusi per attività principale
18 °C £ top £
20 °C
Spazi chiusi per attività secondaria
16 °C £ top £
18 °C
Metodo di verifica
Effetti da controllare: scambi termici utenti-ambiente al di fuori
dei limiti fisiologici.
La prestazione viene misurata dalla temperatura operante, top °C.
La determinazione, ai fini della compilazione della scheda tecnica
descrittiva, va seguita secondo il metodo di prova in opera di seguito
specificato; in fase di progettazione, si potranno tenere in conto
le indicazioni contenute nel metodo di calcolo di seguito specificato.
Prova in opera
E' necessario che la prova si svolga in condizioni di temperatura
esterna sufficientemente rappresentative e per quanto possibile
prossime alle condizioni del progetto.
Rilevare la temperatura operante top misurando dapprima:
- la temperatura dell'aria interna, ti, nella parte centrale
dell'ambiente, ad un'altezza di m.1,50 dal pavimento;
- la temperatura media radiante dell'ambiente, tmr, mediante
globotermometro posto nella parte centrale dell'ambiente ad altezza
di m.1,50 dal pavimento.
La temperatura media operante ricercata è a queto punto
calcolabile, in base agli elementi misurati, con la formula:
top = (ti + tmr)/2
Le grandezze fondamentali da prendere in considerazione nel calcolo
sono riportate nella seguente tabella.
|
Simbolo
|
Definizione
|
Unità di misura
|
|
t ip
J ip
S
J imp
|
Temperatura di progetto dell'aria interna
Temperatura superficiale di progetto delle pareti che delimitano
l'ambiente
Area delle superfici che delimitano l'ambiente
Temperatura superficiale media pesata di progetto delle pareti
che delimitano l'ambiente
|
°C
°C
mq.
°C
|
Si precede in primo luogo alla definizione della temperatura di
progetto dell'aria interna, normalmente assunta pari a 20 °C.
Quindi si calcola la temperatura superficiale media pesante di
progetto
S i Q
ip Si
J imp =______
S i Q
ip Si
La temperatura operante, top si calcola con la seguente formula:
tip + J imp
top = __________
2
R.R.3.5. Velocità dell'aria
La velocità dell'aria negli spazi chiusi per attività
principale deve essere contenuta entro opportuni valori, al fine
di evitare correnti di aria sgradevoli e nocive per gli utenti,
con riferimento ad esigenze di benessere igrotermico invernale.
Nota:
In particolare, le aperture e i condotti verso l'estremo devono
essere tali che la velocità dell'aria non risulti dannosa
alla salute.
Specifica di prestazione
Campo di applicazione: vedasi RC 3.12: Ventilazione
Metodo di verifica
La presente viene misurata dalla velocità dell'aria, [
m/s] .
per ti £ 20
°C: w £ 0.07 m/s per locali da bagno
per ti £ 20
°C: w £ 0.15 m/s per altri locali
è ammesso un incremento di 0.02 m/s nel caso che la temperatura
dell'aria nel locale assuma con regolarità in valore tollerato
di 21 °C.
Prove in opera
Rilevare la velocità dell'aria w mediante anemometro (è
particolarmente indicato l'anemometro a filo caldo) nella parte
centrale dell'ambiente nello spazio compreso fra 0.05 m e 2.00 m
dal pavimento (in particolare ad un'altezza di 1,50 m dal pavimento
stesso), e a 0,25 m dalle chiuse verticali, a finestre chiuse.
Al fine di ottenere valori significativi, è necessario che
la prova si svolga in condizioni sufficientemente sfavorevoli rispetto
alle condizioni di progetto, con particolare riferimento alle condizioni
di ventosità durante la stagione fredda.
R.R.3.6. Asetticità - attitudine a non accumulare scorie
Gli elementi tecnici che delimitano gli spazi chiusi devono essere
tali da garantire:
- la proprietà dei materiali impiegati a non essere soggetti
all'aggressione dei microrgtanismi (funghi, muffe, ecc.) che ne
possano alterare le caratteristiche e le prestazioni, e a non cedere
sostanze nocive;
- la caratteristica dei materiali e la morfologia delle soluzioni
tecniche a non trattenere o accumulare scorie.
Nota:
I materiali costituenti la chiusure verticali e le partizioni interne
non devono essere soggettati all'aggressione dei microrganismi (funghi,
muffe, ecc.) che ne possano alterare la caratteristiche e le prestazioni
e devono avere attitudine a non trattenere o accomulare scorie.
Al fine di evitare depositi antigienici di origine animale le chiusure
superiori dovranno essere interamente lavabili dalle acque meteoriche
e non consentire ristagni delle acque stesse.
Nell'impianto idrosanitario - reti di distribuzione acqua calda
e acqua fredda - devono essere usati materiali e componenti tali
da non causare o favorire lo sviluppo di germi patogeni, organismi
vegetali o animali, e la cessione al fluido di sostanze nocive.
Specifica di prestazione
Campi di applicazione: tette le destinazioni.
Livelli di prestazione
- Nessuna possibilità di aggressione da parte di migrorganismi
(funghi, muffe, ecc.) che possano alterare le caratteristiche e
le prestazioni dei materiali e componenti considerati;
- attitudine a non cedere sostanze nocive;
- attitudine a non trattenere o accumulare scorie.
Metodo di verifica
La verifica viene condotta secondo il metodo di seguito specificato,
che prevede un giudizio sintetico da parte del collaudatore sulla
base dei criteri dettati dalla buona tecnica.
Giudizio
Il controllo della rispondenza al requisito delle soluzioni tecniche
adottate si basa su una ispezione visiva dettagliata e sul controllo
dei certificati di conformità dei materiali e componenti.
In particolare andranno controllate:
- l'adeguatezza delle caratteristiche di finitura superficiale
e di composizione chimica dei materiali utilizzati (sia per l'elemento
tecnico in quanto tale che per i giunti, le impermeabilizzazioni
e le sigillature) tramite certificazioni basate su prove eseguite
in laboratorio secondo le modalità previste dalle norme relative
ai diversi materiali;
- le modalità previste di esecuzione e posa in opera;
una particolare attenzione andrà posta nel controllo delle
soluzioni adottate per la concessione tra i componenti dell'elemento
tecnico (giunzioni e sigillature) e di quest'ultimo con altri alementi
tecnici ( ad esempio, esecuzione del raccordo tra pavimentazione
e pareti verticali, ecc.).
R.R.3.7. Inerzia termica
L'inerzia negli spazi chiusi per attività principale e nei
relativi spazi chiusi di pertinenza deve essere opportunamente controllata,
al fine di contribuire al raggiungimento di un soddisfacente benessere
igrotermico estivo.
Nota:
Il problema del benessere igrotermico estivo è un problema
tanto complesso quanto importante;la prescrizione e la raccomandazione
relativa al controllodell'inerzia termica non risolvono la globalità
del problema, ma danno solo indicazioni di larga massima.Negli spazi
chiusi di cui sopra dovrà quindi comunque essere assicurato
un idoneo livello del fattore di inerzia e dei fattori di smorzamento
e di sfasamento dell'onda termica delle chiuse che determinano tali
spazi.
Viene trattato, di seguito, solo la specifica di prestazione relativa
all'inerzia termica. Si rimanda al progettista la possibilità
di completare lo studio attraverso la definizione delle altre grandezze
inerenti lo smorzamento e sfalsamento dell'onda termica e la valutazione
degli apporti di calore.
Specifica di prestazione: controllo della inerzia termica
Campi di applicazione: spazi e luoghi di resistenza e di lavoro
assimilabili alla residenza (alberghi, uffici, scuole,...).
Livelli di prestazione
Spazi chiusi per attività principale
Il fattore di inerzia, i, espresso su mq/mq, deve risultare: i
³ 0.5 mq/mq.
E' comunque raccomandabile che al di là di altre considerazioni,
il fattore di inerzia, i, sia superiore a 1.5 mq/mq.
Pertinenze degli spazi per attività principale
Il fattore di inerzia, i, espresso in mq/mq, deve risultare: i
³ 1.5 mq/mq
Metodo di verifica
Con riferimento al presente requisito, e ai fini del suo soddisfacimento,
nella progettazione si potranno tenere in conto le indicazioni contenute
nel metodo di calcolo di seguito specificato.
Calcolo
Le grandezze fondamentali da prendere in considerazione nel calcolo
sono riportate nella tabella di fig.1
|
Simbolo
|
Definizione
|
Unità di misura
|
|
Sp
S
f
m
R
s
l
|
Superficie del pavimento del vano
Superficie delle partizioni interne e delle chiusure che
risultano protette dal sole
Coefficienti calcolati in funzione della massa delle chiusure
per unità di superficie
Massa degli elementi che realizzano le partizioni interne
e/o le chiusure per unità di superficie.
Resistenza termica del rivestimento delle partizioni interne
e/o delle chiusure
Spessore del rivestimento delle partizioni interne e/o delle
chiusure
Conducibilità termica del materiale costituente il
rivestimento
|
mq.
mq.
K/mq.
mq.°C/W
m
W/m°C
|
fig. 1
Ai fini del calcolo dell'inerzia termica vanno considerate solo
le pareti esterne non esposte al sole:
rivolte a nord, protetti da aggetti e/o schemi,protette da alberi
o edifici prospicenti, affacciate su vani scala, ripostigli, ecc.;
si considera protetta dal sole anche anche la porzione di chiusura
compresa tra la sua superficie interna ed un eventuale strato di
materiale isolante avente resistenza termica R >
1.75 mq. °C/W.
Per il locale in esame considerare tutte le partizioni interne
(pareti, solai di piano, ecc.) e le chiusure che risultano protette
dal sole; si valuta quindi la superficie e la massa di ciascuna
di esse, e la resistenza termica del loro eventuale rivestimento
interno (quando un rivestimento isolante esista) mediante la seguente
relazione:
R = s/l
Nota la massa e la resistenza termica del rivestimento si valuta
il coefficiente "f" degli elementi precedentemente individuati mediante
la tabella di fig. 2.
|
Determinazione coefficiente "f"
|
| |
Resistenza termica del rivestimento [
mq.°C/W]
|
|
Massa della parete
|
Rivestimento di resistenza inferiore o uguale
a 0,13
(non isolante)
|
Rivestimento di resistenza compreso entro
0,13 e 0,45 (mediante isolante)
|
Rivestimento di resistenza uguale o superiore
a 0,45 (molto isolante)
|
|
Superiore o uguale a
200 K/mq.
Compreso entro
200 e 100 K/mq.
Compreso entro
100 e 50 K/mq.
Uguale o inferiore a
50 K/mq.
|
1
2/3
1/3
0
|
2/3
1/3
0
0
|
0
0
0
0
|
fig. 2.
E' quidi possibile determinare la superficie lorda equivalente
delle superfici interne del locale, S I.eq, espressa im mq., come:
S I.eq = S i Si fi
dove la sommatoria è estesa al al numero n di partizioni
interne e/o chiusure che risultano protette dal sole.
Calcolare poi il fattore di inerzia, i, definito come rapporto
fra il valore della superficie lorda equivalente S I.eq appena calcolato
e la superficie del pavimento del vano Sp, anche essa espressa im
mq.:
i = S I.eq /Sp = (S
i Si fi )/Sp
E' possibile a questo punto classificare l'ambiente secondo la
sua inerzia termica, come segue:
- l'ambiente viene definito ad inerzia termica forte se risulta
i > 3m ·
/m · ed almeno la metà delle
chiusure e partizioni pesa più di 40 N/mq. (400/mq.);
- l'ambiente viene definito ad inerzia termica media se risulta
1.5 mq/mq. < i £
3 mq./mq. oppure se risulta i > 3
mq./mq. senza che sia soddisfatta la condizione dell'inerzia termica
forte;
- l'ambiente viene definito ad inerzia termica debole se risulta
0.5 mq./mq. < i £
1.5 + mq./mq., senza ulteriori;
- l'ambiente viene definito ad inerzia termica molto debole
nelle rimanenti situazioni.
R.R.5.1. Riverberazione sonora
Il tempo di riverberazione, T, è il tempo necessario perchè
in un determinato punto dell'ambiente, il livello di pressione sonora
si riduca di 60 dB rispetto a quello che si ha nell'istante in cui
la sorgente sonora cessa di funzionare.
Negli spazi chiusi del tipo attrezzature residenziali, spazi per
attività comuni, sale riunioni, spettacolo, musica, ecc.,
il tempo di riverberazione deve essere contenuto entro opportuni
valori limite stabiliti, onde evitare i disagi provocati da una
cattiva audizione.
Specifica di prestazione
Livelli di prestazione e campo di applicazione
Devono essere rispettati livelli di prestazione di seguito specificati.
Il tempo di riverberazione, T, espresso in secondi, deve essere
contenuto, negli spazi chiusi, quali spazi per attività comuni,
sale riunioni, spettacolo, musica ecc., entro dei limiti in funzione
del volume dell'ambiente e riferiti alle frequenze 250, 500, 1000,
2000 Hz.
Metodo di verifica
Effetti da controllare: cattiva audizione.
La prestazione viene misurata dal tempo di riverberazione, T [
s] .
La determinazione del valore, T, ai fini della compilazione della
scheda tecnica descritta va seguita secondo il metodo di prova in
opera di seguito specificato.
|